Il focus del viaggio, oltre a meglio conoscere la realtà di un importante paese emergente sul piano economico e sociale, è prioritariamente la politica internazionale con particolare riferimento alla nuova fase storica del multipolarismo.
La delegazione svizzera si è confrontata con la controparte cinese sulla sciagurata volontà del governo svizzero di abbandonare la neutralità e ha spiegato che, benché la credibilità della nostra diplomazia sia in crisi a causa delle sanzioni alla Russia e delle paventate sanzioni alla stessa Cina, questa non è l’opinione della maggioranza del popolo svizzero che resisterà alle pressioni di UE e NATO. La parte cinese ha ribadito l’importanza di una deescalation del conflitto e una mediazione che tenga conto delle esigenze di sicurezza di tutte le nazioni.

Sono state previste non solo riunioni di lavoro ai massimi livelli del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e degli uffici preposti alle relazioni con l’Europa occidentale per intensificare la cooperazione fra i nostri due partiti e le relazioni multilaterali fra Berna, Bellinzona e Pechino, ma anche colloqui con l’Istituto del pensiero marxista dell’Accademia cinese delle scienze sociali sia in merito all’applicazione del marxismo nelle diverse realtà nazionali sia per valutare forme di collaborazione in ambito culturale ed accademico con il nostro Partito.
La delegazione continuerà nei prossimi giorni a visitare province periferiche in cui sono state applicate le politiche di modernizzazione e di sradicamento della povertà.

DELEGAZIONE DEL PC A PECHINO: APRIAMOCI ALLA CINA PER DIVERSIFICARE I MERCATI E DIFENDERE LA NEUTRALITÀ!
Una delegazione del Partito Comunista composta da Massimiliano Ay; Edoardo Cappelletti; Samuel Iembo; Angelica Forni e Martino Marconi sta concludendo in questi giorni un viaggio in Cina su invito ufficiale del Partito Comunista Cinese (PCC). Dopo una prima tappa a Pechino, dove gli scambi si sono concentrati principalmente su tematiche internazionali e in cui la parte svizzera ha difeso la neutralità integrale della Confederazione nella transizione al mondo multipolare, il programma è continuato con incontri ai massimi livelli in due altre province dove si sono approfondite le politiche di ridistribuzione della ricchezza con cui il governo intende affrontare gli squilibri sociali e regionali nell’ambito della modernizzazione del Paese.

La priorità del PCC, oltre allo sviluppo delle forze produttive nel quadro di una pianificazione economica sempre molto visibile nel paese reale, è oggi quella di sradicare la povertà. In tal senso ci siamo confrontati con il prof. Luo Lin della Scuola quadri del Comitato Centrale del PCC, il quale ha approfondito la strategia di modernizzazione soprattutto delle aree meno sviluppate. Toccando in modo particolare il tema dell’agricoltura si è discusso di sostenibilità ambientale e della sovranità alimentare, un principio ormai realtà nella Costituzione del Canton Ticino e che ha subito riscontrato molto interesse da parte cinese.
La delegazione comunista svizzera ha avuto in seguito l’opportunità di discutere, prima nell’ambito di una cena di lavoro con la vice-governatrice della provincia dello Guizhou e poi con una riunione con il Direttore dell’Ufficio degli affari esteri della Provincia di Jiangsu, dello sviluppo dell’industria del turismo, visitando poi anche alcune delle attrazioni e delle nuove infrastrutture realizzate nelle periferie del Paese. L’auspicio è che, grazie a forme di gemellaggi e partenariato, la cooperazione con la Svizzera possa ancora aumentare.
A Nanchino la delegazione è stata accolta anche dagli studenti di lingua e letteratura italiana, i quali hanno presentato il livello raggiunto dalla formazione accademica pubblica cinese. È seguito un incontro col direttore dell’Università Normale di Nanchino (vedi foto), con cui si è concretamente affrontata la necessità di intensificare gli scambi studenteschi e di ricerca con la Confederazione anche nell’ottica di migliorare il dialogo tra i due Paesi e di svincolarci dalla sola rete Erasmus con l’Unione Europea.
Una tappa importante è stata la visita del Parco Industriale di Suzhou vicino a Shanghai, dove si è potuto discutere ampiamente di cooperazione economica e constatare l’efficacia della volontà cinese di sviluppare in questo distretto dei ‘‘cluster’’ per l’innovazione sotto l’egida dello Stato. Oggetto dei colloqui, inoltre, è stata l’estensione dell’accordo di libero scambio fra Svizzera e Cina e la particolare importanza di promuovere delle collaborazioni con le PMI ticinesi e svizzere e non soprattutto con i grandi marchi.
Gli scambi sono continuati a livello di relazioni fra partiti politici, a partire da un contatto ravvicinato con le organizzazioni locali del PCC: da citare le visite alla sede del PCC del quartiere di Cibeishe a Nanchino e del villaggio di Donglian, che hanno permesso di confrontare l’attività di base con cui favorire il coinvolgimento della popolazione fra i due paesi nonché l’operato dei nostri consiglieri comunali e l’attività promossa dal PCC per garantire una capillarità dei servizi pubblici fondamentali nei diversi ambiti della vita sociale.




