Statuto

Revisione totale approvata dal 25° Congresso del Partito in data 09 novembre 2025

Il Partito Comunista è l’erede delle forze più dinamiche della tradizione socialista svizzera a partire da quella del Canton Ticino. Pur costretti alla clandestinità a causa delle leggi liberticide del 1940, i comunisti svizzeri non ne furono soffocati e – abilmente guidati dal compagno Pietro Monetti – il 6 agosto 1944 fondarono il Partito Operaio Contadino Ticinese, diventato Partito del Lavoro nel 1963. L’attuale denominazione, adottata il 9 settembre 2007 dando fiducia all’afflato dei compagni più giovani, gettò le basi che permisero al 20° Congresso celebrato il 9 giugno 2009 di dare avvio al processo di rinnovamento comunista fondato sui seguenti pilastri: la svolta della “normalizzazione”; il concetto del “partito di quadri con funzione di massa”; il metodo del “partito di governo non al governo” e la prospettiva della “nuova cooperazione”.

Riconoscendo quali cardini della sua azione l’indipendenza, il lavoro e la neutralità svizzera, il Partito Comunista si concepisce come organizzazione d’avanguardia della classe lavoratrice che – guidata dal marxismo-leninismo e ispirandosi alle diverse esperienze di edificazione socialista, di resistenza anti-fascista e di lotta anti-imperialista susseguitesi nella storia umana – aspira a ergersi a classe nazionale, protagonista nella costruzione di una società egualitaria, solidale, coesa e pacifica.

Aderendo alla strategia del “raggruppamento popolare” e consapevole del fatto che senza la neutralità della Svizzera non vi è né sovranità nazionale né sovranità popolare, il Partito Comunista accumula con un’unica disciplina le forze rivoluzionarie e patriottiche per incidere nella realtà, vigilando nel contempo a tutela degli spazi democratici dei cittadini contro ogni torsione autoritaria, militarista e neo-corporativa, per costruire – in un percorso orientato al socialismo – una Svizzera sovrana e non allineata, inserita a pieno titolo nel mondo multipolare.

Consapevole che solo nel socialismo il valore della vita umana sarà pienamente riconosciuto nei suoi aspetti collettivi e individuali, il Partito Comunista, quale partito del lavoro e del progresso sociale e democratico, stabilisce la propria linea politica sulla base dell’analisi materialista e dialettica degli antagonismi di classe all’interno della società, formulando e verificando la teoria partendo dalla vita reale delle masse popolari.