Il potere d’acquisto così come le condizioni di lavoro continuano a peggiorare. Gli accordi bilaterali con l’Unione Europea hanno liberalizzato il mercato, favorendo il precariato e il dumping salariale. L’economia, nelle mani di un padronato privo di qualsiasi sensibilità sociale e interessato unicamente ai propri profitti sul corto periodo, arranca invischiata in clientelismi vergognosi. C’è bisogno di un rinnovamento che preveda più Stato e meno mercato, che grazie a un intervento pubblico programmatore garantisca un’occupazione di qualità e maggiori diritti ai lavoratori impoveriti, ma che dia altresì fiato agli artigiani, ai commercianti e piccoli imprenditori che non reggono la concorrenza sleale del grande capitale transnazionale.
1) Programmiamo l’economia del futuro: i settori economici strategici siano in mano pubblica!
- Noi vogliamo che siano dichiarate non gradite quelle aziende che si insediano in Ticino solo per sfruttare la manodopera e il territorio. Occorre perciò vietare le delocalizzazioni di aziende che beneficiano di sgravi fiscali e altri incentivi statali o almeno prevedere un potenziamento della clausola di restituzione delle agevolazioni ricevute dai beneficiari che decidono di stabilirsi fuori Cantone.
- Noi vogliamo che il Cantone proceda all’acquisto di partecipazioni al capitale sociale delle imprese strategiche per il tessuto economico locale e per l’approvvigionamento del Paese, in modo particolare nel quadro dell’attuazione della Legge sull’innovazione economica.
- Noi vogliamo assicurare un reale controllo democratico e un indirizzo strategico delle aziende di proprietà pubblica che oggi agiscono invece secondo le logiche del mercato, ma anche finirla con la gestione aziendalistica dei servizi amministrati dallo Stato (a partire da AET).
- Noi vogliamo la ri-nazionalizzazione della Posta, il blocco di tutti i piani di riorganizzazione e il potenziamento del servizio soprattutto nelle regioni periferiche della stessa. BancaStato deve poi assolvere compiutamente il mandato di banca pubblica al servizio degli interessi delle famiglie e del tessuto produttivo locale, ciò che è possibile solo introducendo un mandato pubblico potenziato e approvato dal Cantone.
- Noi vogliamo che lo Stato promuova la nascita di poli industriali dedicati a specifiche attività produttive e la ricerca pubblica rivolta all’innovazione economica, allo scopo di ridurre le ore di lavoro per tutte/i e di aumentare i salari.
2) Valorizziamo gli artigiani e le piccole imprese locali!
- Noi vogliamo che lo Stato favorisca il consumo di prodotti e servizi frutto del lavoro di artigiani, agricoltori e aziende locali. Allo stesso tempo ci opponiamo alla costruzione di nuovi commerciali che fomentano la concorrenza sleale, come pure ad estensioni ingiustificate degli orari d’apertura che vanno a detrimento delle condizioni di lavoro e dei piccoli commerci.
- Noi vogliamo un rilancio della politica economica che metta al centro il sostegno alle PMI che producono alto valore aggiunto, garantendo standard sociali e ambientali elevati.
- Noi vogliamo una “nuova LIA” che non discrimini i piccoli artigiani locali e che blocchi quelle aziende che calpestano i diritti dei lavoratori e non operano a regola d’arte.
- Noi vogliamo che lo Stato metta a disposizione spazi di co-working per la condivisione dei prezzi degli affitti che attualmente strangolano il commercio locale.
3) Bloccare il rincaro: difendere il potere d’acquisto dei lavoratori!
- Noi vogliamo che salari e pensioni siano adeguati all’inflazione. Il salario minimo cantonale deve seguire un regolare adeguamento dell’inflazione e non essere vincolato agli attuali stretti limiti della forchetta stabilita dalla legge. Allo stesso tempo è necessario introdurre vincoli di indicizzazione al rincaro dei salari per le aziende beneficiarie di aiuti pubblici.
- Noi vogliamo che gli aiuti sociali cantonali e comunali siano adeguati all’inflazione. Occorre dunque indicizzare automaticamente tali prestazioni (sussidi cassa malati, assegni prima infanzia, assegni famigliari, aiuti allo studio, ecc.), ma anche ricalcolare le soglie di reddito LAPS per accedervi sulla base del minore potere d’acquisto delle fasce più deboli della popolazione.
- Noi vogliamo una revisione del metodo di calcolo dell’Indice nazionale dei prezzi al consumo, sulla cui base vengono adeguati salari e prestazioni sociali: nell’indice vanno integrati i premi di cassa malati e va rivista la proporzione di reddito attribuita alle diverse spese domestiche (in primis ad alloggio ed energia), fondandosi sulla reale composizione di spesa di un budget famigliare.
- Noi vogliamo l’istituzione di un blocco tariffale sul prezzo dell’energia finanziato dagli utili e dalle riserve in eccedenza delle aziende elettriche, nonché se necessario la creazione di un fondo intercomunale per arginare gli effetti del “caro bolletta” su famiglie e piccole imprese più in difficoltà.
- Noi vogliamo che lo Stato provveda alla costituzione di scorte di beni essenziali all’interno del paese, al fine di evitare la speculazione e la dipendenza dall’estero; in primis, il Farmacista Cantonale deve poter prevedere maggiori stock di materiale sanitario.
4) Contro il precariato, più diritti e lavoro qualificato!
- Noi vogliamo dei salari minimi dignitosi di almeno Fr. 4’000.- mensili per tutti i lavoratori e un minimo salariale di Fr. 1’000.- mensili per gli apprendisti, prevedendo un adeguamento automatico di questi importi all’inflazione.
- Noi vogliamo un consistente rafforzamento dell’Ispettorato cantonale del lavoro, un potenziamento del Laboratorio di psicopatologia del lavoro, l’istituzione di un Tribunale del Lavoro gratuito per i lavoratori e un rinnovato impegno dell’autorità cantonale nel contrasto delle nuove forme di precariato (vedi il caso dei riders). L’Ispettorato cantonale del lavoro deve inoltre monitorare che il telelavoro venga svolto nel pieno rispetto della legge per quanto concerne in particolare il tempo, l’ambiente e la postazione di lavoro.
- Noi vogliamo l’introduzione del diritto alla riqualifica e all’aggiornamento professionale pagato e un sistema di preferenza ai non-occupati residenti non solo per le assunzioni nell’amministrazione pubblica, mediante un rafforzamento del sostegno ai disoccupati capace di frenare in questo modo il passaggio dall’assicurazione disoccupazione all’assistenza sociale.
- Noi vogliamo l’introduzione del divieto di attività per le agenzie di lavoro interinale e, nell’immediato, la limitazione del ricorso al lavoro interinale almeno negli appalti pubblici nonché il potenziamento del servizio di collocamento pubblico.
- Noi vogliamo lottare contro il precariato giovanile e la fuga dei cervelli attraverso una maggiore tutela dei giovani lavoratori in formazione, l’abolizione degli stage non pagati e un maggiore sostegno all’inserimento professionale. Vogliamo inoltre che si dia fiducia ai giovani, aumentando i posti di apprendistato nel settore pubblico e offrendo più impieghi per i ragazzi che svolgono il servizio civile.
È giunto il momento di immaginare una società diversa, a misura di cittadine e cittadini senza alcun tipo di distinzione che pregiudichi l’uguaglianza sociale tra gli stessi. Ciò significa garantire i diritti fondamentali: una scuola di qualità; delle cure sanitarie accessibili a tutti nel rispetto dei pazienti e dei lavoratori; dei piani di alloggio pubblici che garantiscano a tutti una casa dignitosa e combattano la speculazione edilizia e il caro affitti; dei diritti chiari e definiti per gli studenti, gli apprendisti, e le persone in formazione. Non è più possibile pensare la società come un insieme di compartimenti stagni: il benessere sociale della popolazione deve estendersi dalla salute al lavoro, dalla formazione alle cure, dall’assistenza agli alloggi, dalla possibilità di intessere relazioni sociali soddisfacenti a un servizio pubblico che si faccia garante di eguali possibilità e della sicurezza sociale.
1) Realizziamo un’urbanistica sociale!
- Noi vogliamo un’attuazione tempestiva del Piano cantonale dell’alloggio, che garantisca in maniera risoluta un intervento strutturato del Cantone nella promozione dell’edilizia popolare e un sostegno ai Comuni (in particolare finanziario) su questo importante fronte.
- Noi vogliamo promuovere le organizzazioni di utilità pubblica (ad esempio le cooperative di abitazione), l’acquisto di terreni da parte dell’ente pubblico, l’adozione di apposite misure pianificatorie e la realizzazione di alloggi a pigione moderata.
- Noi vogliamo l’aumento dell’offerta di appartamenti destinati agli anziani autosufficienti e ai giovani che intendono uscire dal nucleo familiare d’origine, in base alle capacità finanziarie e permettendo loro di acquisire una maggiore indipendenza.
- Noi vogliamo che gli appartamenti sfitti da più di 12 mesi siano affittati a pigione moderata. In alternativa, si preveda una tassazione degli stessi.
- Noi vogliamo che, nel quadro della politica dell’alloggio popolare, si conceda allo Stato e ai Comuni il diritto di acquistare in via prioritaria i fondi (terreni e beni immobili) che sono oggetto di vendita (diritto di prelazione).
2) Democratizziamo la scuola pubblica!
- Noi vogliamo abolire il sistema dei livelli alle Scuole Medie ed estendere l’obbligatorietà scolastica fino all’ottenimento di un diploma di grado secondario superiore.
- Noi vogliamo garantire il diritto allo studio tramite il rafforzamento delle borse di studio e l’abolizione dei prestiti di studio nonché la diminuzione dei costi della formazione (rette scolastiche, gite di studio, materiale didattico a carico dello Stato, ecc.), nella prospettiva della futura introduzione di un salario studentesco.
- Noi vogliamo una scuola più vivibile tramite l’ampliamento delle opportunità di mobilità scolastica e professionale; un massimo di 18 allievi per classe; la promozione del benessere studentesco con particolare attenzione alla salute mentale e il potenziamento del sostegno pedagogico nelle scuole medie.
- Noi vogliamo il potenziamento delle attività di sostegno (a partire dai corsi di recupero) alle Scuole medie superiori, prevedendone l’organizzazione in tutti gli istituti, estendendone l’offerta sull’arco dell’intero quadriennio, ampliandone la cerchia di beneficiari e definendone un contenuto minimo, contrastando così le esternalizzazioni che affidano compiti educativi dello Stato ad enti formativi privati a pagamento.
- Noi vogliamo porre fine alle disuguaglianze tra le sedi scolastiche comunali: occorre una sovrintendenza cantonale degli standard minimi a livello strutturale, degli spazi ricreativi, delle mense, dei doposcuola, del supporto pedagogico e dell’offerta didattica.
- Noi vogliamo la rivalorizzazione della formazione professionale: rafforzamento della preparazione dei docenti delle scuole professionali, potenziamento della formazione culturale degli apprendisti e parificazione delle vacanze fra studenti e apprendisti (10 settimane).
3) Cure sanitarie accessibili a tutti!
- Noi vogliamo l’introduzione di una cassa malati unica, pubblica e con premi calcolati in base al reddito e alla sostanza.
- Noi vogliamo un’assicurazione pubblica cantonale per tutti i residenti atta a coprire le spese delle cure dentarie che non sono incluse nelle prestazioni della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal).
- Noi vogliamo una pianificazione ospedaliera svincolata dalle logiche di mercato, che metta al centro il servizio pubblico e la garanzia di una medicina di prossimità attraverso lo sviluppo degli ospedali regionali dell’EOC e la capillarità sul territorio dei servizi di ambulanza e primo soccorso di carattere pubblico.
- Noi vogliamo maggiori investimenti pubblici e un aumento dei posti di stage destinati alla formazione del personale socio-sanitario e in particolare infermieristico, nonché un miglioramento delle condizioni di lavoro e salariali dello stesso.
- Noi vogliamo un concetto nuovo di salute, che consideri un miglioramento delle condizioni ambientali, la prevenzione sia degli infortuni sul lavoro sia delle malattie professionali (fisiche e psichiche), l’abbassamento dell’età pensionabile e la diminuzione degli orari settimanali, la promozione di un’alimentazione sana e sostenibile, nonché l’informazione medica alla popolazione.
- Noi vogliamo l’abolizione del numerus clausus nelle facoltà di medicina e l’introduzione di una quota minima di posti di formazione per personale medico in ogni struttura sanitaria, in maniera da diminuire la dipendenza dall’estero.
4) Innoviamo la socialità!
- Noi vogliamo l’adozione di un piano cantonale per lo sviluppo di un’offerta di asili nido, mense e doposcuola di carattere pubblico, con prezzi proporzionali a reddito e sostanza, capillare su tutto il territorio, che proponga un’offerta di qualità con personale debitamente formato.
- Noi vogliamo che il Cantone si impegni in modo maggiormente diretto e proattivo sul fronte dei servizi di sostegno alla popolazione, per quanto concerne ad esempio la disponibilità degli operatori di prossimità, degli assistenti sociali e dei curatori professionisti.
- Noi vogliamo la cantonalizzazione dei servizi di assistenza a domicilio per persone anziane (Spitex) e delle case anziani.
- Noi vogliamo l’inclusione delle persone con disabilità che desiderano un’occupazione nel settore pubblico, con adeguate garanzie circa le condizioni di lavoro. Garanzia dei diritti sociali e civili, revisione architettonica e urbanistica a misura di tutti.
- Noi vogliamo il congedo parentale garantito per il complesso del nucleo familiare, a cominciare dal personale dell’amministrazione pubblica.
Il nostro benessere psico-fisico è garantito da un ambiente non inquinato, verde, fresco, a misura d’uomo, nel quale la mobilità sostenibile rappresenta il vettore di trasporto prioritario sul quale investire. Vogliamo conservare le risorse naturali del nostro territorio, renderle accessibili alla popolazione, che possa trarne beneficio e sostentamento. Vogliamo un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e della ruralità tradizionale, che tenda all’autoapprovvigionamento del Paese e che valorizzi la ricchezza sociale, culturale e genetica, sottolineando la peculiarità e unicità del territorio e dei suoi prodotti. Un territorio gestito in modo sostenibile garantisce la salute e un’alimentazione sana ed equilibrata alla propria popolazione con ricadute tangibili sull’economia. Solo unendo la questione sociale a quella ecologica si riuscirà a costruire una società armoniosa e sostenibile che superi il degrado determinato dallo sfruttamento capitalistico e possa affrontare le sfide del cambiamento climatico e della transizione energetica, evitando blackout, esplosione dei costi di combustibili ed elettricità.
1) Trasporti pubblici gratuiti e capillari!
- Noi vogliamo la gratuità del trasporto pubblico per studenti, apprendisti e persone con la complementare AVS/AI. Esso può essere finanziato tramite un contributo fiscale delle aziende di medio-grandi dimensioni.
- Noi vogliamo la cantonalizzazione delle aziende di trasporto comunali e regionali e la creazione di un ente cantonale dei trasporti. Si rende necessaria un’estensione del trasporto pubblico nelle regioni più discoste prioritariamente attraverso un potenziamento delle linee e, se necessario, anche con un servizio complementare di bus su chiamata.
- Noi vogliamo una mobilità sostenibile, con una maggiore integrazione tra mezzi pubblici e privati, a partire da un’estensione delle piste ciclabili, accessibilità a car-sharing, park&ride e mezzi elettrici condivisi. La soluzione non sta nell’aumento delle corsie come prospettato ad esempio dal progetto PoLuMe, che porta solo a più traffico e a un ulteriore deturpamento del territorio.
- Noi vogliamo una via fluviale fra Locarno e Venezia per alleggerire il traffico pesante sull’autostrada A2, aprendo prospettive commerciali e occupazionali collegando – attraverso il porto di Venezia – il Canton Ticino al progetto di Nuova Via della Seta cinese.
2) Per una gestione sostenibile dello smaltimento dei rifiuti!
- Noi vogliamo incentivare la raccolta differenziata di rifiuti riciclabili di prossimità, disincentivando l’utilizzo dell’inceneritore dei rifiuti di Giubiasco! Nell’immediato, vogliamo delle analisi periodiche dell’impatto delle nanoparticelle prodotte dal processo di termovalorizzazione su ambiente e salute.
- Noi vogliamo una strategia cantonale che promuova nuovi modelli di business atti a trasformare i rifiuti prodotti in risorse, promuovendo così una economia circolare, in particolare: riciclo della plastica, uso e produzione di bioplastiche di 2a e 3a generazione e costituzione di una rete cantonale di biogas.
- Noi vogliamo limitare il trasporto di inerti nei cantieri e favorire la pratica di “urban mining”, ovvero un riciclaggio pressoché completo del materiale da costruzione!
3) Attuare la sovranità alimentare per sostenere il settore primario!
- Noi vogliamo che venga attuato il principio della sovranità alimentare (iscritto nella Costituzione cantonale grazie alla nostra iniziativa parlamentare), cioè un modello di giusta retribuzione dei prodotti dell’agricoltura e che favorisca la produzione locale!
- Noi vogliamo aumentare l’autoapprovvigionamento alimentare, riequilibrare i rapporti tra le grandi aziende agricole e i contadini, arrestare la perdita di terre coltive, promuovere un’alimentazione variata privilegiando le filiere corte e rilanciare la formazione nel primario.
- Noi vogliamo che l’allevamento di montagna sia una componente fondamentale dell’economia cantonale e delle valli alpine, nonché d’importanza nazionale nell’approvvigionamento di derrate alimentari: esso deve continuare a prosperare anche per mezzo di un più incisivo contenimento dei grandi predatori.
- Noi vogliamo sostenere le iniziative e i progetti di gruppi di acquisto, agricoltura civica, frutteti, corti e orti collettivi e urbani, come pure in zone rurali. Ciò avrebbe pure l’effetto di permettere agli abitanti di città e valli di mantenere e acquisire una maggiore conoscenza del proprio territorio, in relazione anche alle pratiche della pesca e della caccia.
- Noi vogliamo la creazione di un “banco alimentare” pubblico per la distribuzione di derrate alimentari fresche che, oltre alla lotta allo spreco, funga da luogo di incontro fra i produttori diretti e le famiglie a basso reddito.
4) Sostenibilità e sovranità energetica!
- Noi vogliamo una sovranità energetica che preveda il sostegno alla produzione indigena di energia da fonti rinnovabili e l’obbligo di utilizzare elettricità proveniente dalla stessa. L’importazione dall’estero dovrà avvenire solo in caso di necessità.
- Noi vogliamo che venga aumentata la percentuale di approvvigionamento dell’AET da fonti di energia pulita.
- Noi vogliamo uno sviluppo mirato sia dei gruppi di autoconsumo collettivo sia delle comunità energetiche di autoproduzione e autoconsumo, tra cui anche il teleriscaldamento, a partire da fonti quale legno e sole.
- Noi vogliamo un Fondo di ricerca per affrontare il cambiamento climatico in Ticino sfruttando le esigenze di un Cantone a vocazione agricola e le eccellenze dei poli tecnologici e di ricerca (dalla SUPSI alla Scuola agraria di Mezzana).
- Noi vogliamo che si superi la dipendenza dal turismo di massa, per abbracciare invece un turismo al passo con i tempi: che valorizzi la bellezza, rispettoso del territorio e delle comunità locali.
- Noi vogliamo una pianificazione sostenibile del territorio che persegua uno sviluppo centripeto degli insediamenti, l’espansione degli spazi verdi, la lotta alla speculazione edilizia, la promozione della mobilità sostenibile e l’effettiva accessibilità alle rive dei laghi con una politica fondiaria attiva da parte dello Stato.
Di fronte allo scollamento tra istituzioni e popolazione, che pericolosamente si accompagna e si intreccia alle avvisaglie d’una profonda crisi sociale, occorre restituire alla politica credibilità e prossimità ai problemi quotidiani. In tal senso è fondamentale promuovere attivamente la partecipazione popolare nel dibattito civile e restituire una dimensione collettiva ai problemi odierni. Tale obiettivo, però, può essere raggiunto solo garantendo alcuni fondamentali presupposti: la tutela dell’associazionismo; la presenza di un servizio pubblico capillare che non risponda ai principi di redditività; l’integrità dell’amministrazione e degli enti pubblici; l’adeguamento delle modalità di funzionamento delle istituzioni alle nuove sfide; un approccio alla sicurezza che consideri a monte le contraddizioni della società; una giustizia che possa effettivamente essere accessibile a tutti.
1) Favorire la partecipazione popolare e l’integrazione degli immigrati!
- Noi vogliamo – anziché “consigli comunali dei giovani” non rappresentativi e privi di alcuna valenza decisionale – l’estensione dei diritti di partecipazione dei giovani nelle scuole e sui posti di tirocinio, nonché la promozione della partecipazione diretta delle ragazze e dei ragazzi in attività sociali attraverso un’estensione dei congedi giovanili.
- Noi vogliamo che la democrazia diretta non sia appannaggio solo delle grandi organizzazioni che dispongono di molti mezzi: occorre quindi che siano garantiti tempi più lunghi per raccogliere le firme e una diminuzione del numero di sottoscrizioni necessarie per referendum e iniziative popolari a livello cantonale, nonché una messa a disposizione di postazioni per l’affissione gratuita di materiale relativo a elezioni o votazioni e l’invio dello stesso a carico del Cantone.
- Noi vogliamo il lancio di un programma gratuito destinato all’integrazione dei migranti, che sia orientato soprattutto all’acquisizione della padronanza della lingua italiana scritta e parlata, e che integri un’informazione sull’insieme dei diritti e doveri sociali e civili.
- Noi vogliamo che si riconosca il diritto di voto ai sedicenni e, a livello comunale, anche agli stranieri titolari del permesso C.
2) Trasparenza e rappresentatività nelle istituzioni!
- Noi vogliamo una Corte dei Conti quale autorità cantonale indipendente atta a controllare l’utilizzo di tutto il denaro pubblico secondo i principi di legalità e di parsimonia, nonché la reintroduzione del Servizio di Controllo Interno come strumento atto a evitare fenomeni di illegalità, di irregolarità e di corruzione all’interno dell’Amministrazione.
- Noi vogliamo un potenziamento dei servizi del Parlamento, nell’ottica di assicurare un esercizio più compiuto del mandato elettivo, un migliore equilibrio istituzionale del Legislativo nei confronti del Governo e una maggiore accessibilità della carica.
- Noi vogliamo ridare centralità al Parlamento: rivendichiamo il recupero degli strumenti di pianificazione e controllo dismessi negli anni (ad esempio il rapporto sugli indirizzi politici cantonali) e il potenziamento delle commissioni di vigilanza sugli enti pubblici e parapubblici.
- Noi vogliamo il diritto per i consiglieri comunali, i deputati in parlamento e i sindacalisti di tutelare le proprie fonti, qualora utilizzate per una questione di interesse pubblico nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni.
- Noi vogliamo che si istituisca l’obbligo immediato di pubblicazione delle commesse pubbliche superiori ai Fr. 5’000.- aggiudicate dall’Amministrazione su invito o incarico diretto e cresciute in giudicato.
- Noi vogliamo che lo Stato osservi il principio della neutralità confessionale, non conceda finanziamenti alle comunità religiose, non accordi alle stesse un accesso privilegiato ai media del servizio pubblico e sopprima l’automatismo nel pagamento dell’imposta di culto.
3) Promuovere una sicurezza democratica, proporzionata e preventiva!
- Noi vogliamo l’approfondimento del contenuto della formazione dei poliziotti, specialmente in materia di etica e di diritto, per diminuire al massimo situazioni di abuso d’autorità.
- Noi vogliamo una netta regolamentazione delle agenzie di sicurezza private e una formazione più ampia degli agenti: occorre il divieto di fare capo a tali agenzie in ambiti sensibili e soprattutto è necessario impedire ai Comuni e al Cantone di esternalizzare ad esse l’esecuzione di atti di autorità di competenza della forza pubblica.
- Noi vogliamo un potenziamento dell’organico del Ministero Pubblico che garantisca in particolare un’intensificazione della lotta contro la criminalità economico-finanziaria, con una particolare attenzione al fenomeno mafioso, così come un piano d’azione concertato tra le diverse autorità contro le ‘‘società bucalettere’’.
- Noi vogliamo una presa a carico preventiva e non repressiva del disagio giovanile: invece delle “carceri minorili” preferiamo l’istituzione in tutti i comuni di politiche di promozione e prevenzione di carattere educativo che si esprimano ad esempio attraverso l’introduzione della figura dell’operatore sociale di prossimità.
4) Estendere la giustizia rendendola accessibile a tutti!
- Noi vogliamo l’istituzione di un Tribunale cantonale del Lavoro, chiamato a intervenire su tutte le controversie in materia di contratto fra salariati e padronato. Esso deve essere gratuito per i lavoratori e concludere i procedimenti in tempi brevi.
- Noi vogliamo che i diritti siano noti ed applicati anche nelle scuole e nei posti di lavoro: studenti e apprendisti in particolare necessitano di uno “Statuto dei diritti degli allievi” che estenda l’attuale scarna legislazione scolastica in senso democratico e partecipativo.
- Noi vogliamo la gratuità della procedura giudiziaria per le azioni derivanti da contratti conclusi con consumatori e inquilini, nonché l’estensione del gratuito patrocinio tramite la dispensa delle spese ripetibili per il suo beneficiario.
- Noi vogliamo l’estensione della Legge sul riciclaggio di denaro ad avvocati e notai e il rialzo delle comminatorie di pena massime a livello di codice penale per tali reati. Occorre anche una maggiore trasparenza del registro fondiario, dove dovrebbe figurare pubblicamente non solo il proprietario ma anche il beneficiario effettivo di un dato immobile, così come il suo prezzo di acquisto.
La pace, il rispetto reciproco, la conoscenza del diverso, la consapevolezza delle proprie radici e una società pluralista si costruiscono anche a partire dalla cultura. Con le nostre proposte tocchiamo temi trasversali il cui scopo comune è volto all’inclusione, alla vivacità intellettuale e al superamento dei pregiudizi. Nel concreto vogliamo mettere a disposizione di tutta la popolazione gli strumenti per relazionarsi e interpretare le culture dei paesi emergenti (BRICS), per sviluppare i propri interessi, per valorizzare il patrimonio culturale locale in termini di storia e di artisti, per superare i limiti sociali e familiari che ingabbiano ancora la donna.
1) La cultura come strumento per valorizzare il nostro territorio!
- Noi vogliamo una rete capillare di case delle associazioni sul territorio cantonale che offrano, a pigione simbolica, spazi di lavoro e di esposizione alle associazioni no-profit della società civile. Vogliamo che le associazioni giovanili e studentesche possano usufruire gratuitamente di aule scolastiche adibite a tale scopo: le scuole devono diventare centri di cultura intrecciati al territorio.
- Noi vogliamo un sostegno pubblico più forte alle associazioni culturali attive nelle periferie del Cantone, così come a gruppi musicali, compagnie teatrali ed artisti emergenti. In questo senso il Cantone dovrebbe attivarsi per mettere in rete le varie iniziative culturali sviluppatesi negli ultimi anni, prevedendo più forme di sostegno finanziario e logistico.
- Noi vogliamo la creazione di un osservatorio sull’italofonia e un centro di cultura italiana, valorizzando il Canton Ticino come meta di studio e ricerca.
- Noi vogliamo che, ai fini di un maggiore pluralismo, venga effettuato a cadenza annuale un monitoraggio televisivo, radiofonico e delle testate giornalistiche che fornisca una rappresentazione mediatica comparata dello spazio garantito a tutti i Partiti durante l’anno.
2) La cultura come mezzo per rafforzare l’amicizia tra i popoli!
- Noi vogliamo che si offra l’insegnamento opzionale delle lingue dei paesi emergenti (in primis il russo e il cinese) nell’ambito della scuola pubblica.
- Noi vogliamo che si intensifichino le opportunità di scambio e di soggiorno di studenti e apprendisti con altri paesi.
- Noi vogliamo che si istituisca un Ufficio per le relazioni internazionali presso la Divisione della cultura.
3) Per una cultura della parità di genere!
- Noi vogliamo la creazione di un’apposita sezione dell’ispettorato del lavoro sulle discriminazioni salariali di genere, nell’ottica di avanzare verso la parità.
- Noi vogliamo l’introduzione di un congedo parentale di 42 settimane come avviene in Norvegia. La parità si ottiene anche non confinando i genitori in ruoli sociali stereotipati!
- Noi vogliamo una prevenzione concreta della violenza domestica e dei femminicidi attraverso un sostegno alle strutture di rifugio esistenti per donne maltrattate, l’istituzione di servizi d’ascolto e aiuto per uomini violenti (come proposto dalla nostra iniziativa parlamentare #heforshe), la denuncia automatica nei pronti soccorsi in caso di arrivo di un coniuge vittima di maltrattamenti.
- Noi vogliamo una efficace sensibilizzazione nelle scuole al rispetto tra i generi e agli orientamenti sessuali. Vogliamo una scuola che valorizzi le capacità delle allieve e degli allievi indipendentemente dall’appartenenza di genere, dando maggiore risalto alle spesso trascurate figure storiche femminili in ogni campo del sapere.
4) Una cultura accessibile a tutti!
- Noi vogliamo l’accesso libero e gratuito alla cultura, soprattutto per i giovani e le fasce meno abbienti: musei, mostre, festival letterari, eventi artistici pubblici.
- Noi vogliamo che si favorisca l’accesso dei giovani alla letteratura: per questo proponiamo l’introduzione di uno sconto generalizzato del 30% sull’acquisto di libri da parte di giovani in formazione.
- Noi vogliamo che il Cantone incentivi – attraverso una riforma coraggiosa della Legge sul sostegno e il coordinamento delle attività giovanili e un potenziamento dell’Ufficio Giovani – la concessione gratuita di spazi pubblici dedicati alle nuove generazioni, l’attività di associazioni giovanili senza scopo di lucro che promuovono manifestazioni di carattere gratuito (concerti, mostre, dibattiti, conferenze,…), nonché la creazione di una rete di centri giovanili più capillare sul territorio.
- Noi vogliamo un potenziamento dei punti di accesso pubblico e gratuito a internet.
La prospettiva di rinnovamento alla quale aspiriamo presuppone anche un accresciuto impegno finanziario da parte dello Stato. Si rende pertanto sempre più necessaria una maggiore giustizia fiscale, così come un’abolizione dei vincoli di bilancio che attualmente gravano sulle finanze pubbliche. Ci battiamo insomma per una più profonda redistribuzione della ricchezza, che vada ad alleggerire il carico fiscale sulle classi popolari e a prendere i soldi dove davvero ci sono. Piuttosto che accanirsi con ulteriori sgravi fiscali ai ricchi e con tasse indirette anti-sociali, occorre mettere seriamente al centro del sistema tributario il principio della progressività dell’imposizione. Grazie a delle misure coraggiose ma praticabili, va perciò rilanciata anche in ambito fiscale e finanziario una progettualità alternativa: garantiamo all’ente pubblico i mezzi di cui ha bisogno, attiviamo la ricchezza!
1. Abolizione dei vincoli di bilancio a livello cantonale
Noi vogliamo un’immediata abolizione dei vincoli di bilancio, che impediscono allo Stato di realizzare i necessari investimenti per rispondere alle attuali sfide economiche, sociali e ambientali.
2. Istituzione della progressività nell’imposizione delle imprese
Noi vogliamo che l’imposta sul capitale e quella sugli utili delle persone giuridiche sia resa progressiva, nell’ottica di spostare il carico fiscale in particolare sulle grandi imprese.
3. Introduzione di una Tassa dei milionari
Noi vogliamo l’introduzione di un contributo straordinario di solidarietà che colpisca, in modo altamente progressivo ed esentando la prima casa, la parte di patrimonio che eccede il milione di franchi.
4. Inasprimento dell’imposizione degli utili immobiliari
Noi vogliamo un inasprimento dell’imposizione degli utili immobiliari, che integri alla base di calcolo attuale (dipendente soltanto dalla durata della possessione) una variabile di progressività determinata dagli utili derivanti dalla compravendita.
5. Soppressione dell’imposizione parziale dei dividendi
Noi vogliamo la soppressione dell’imposizione parziale dei dividendi, che consente di sgravare quei dividendi derivanti da quote di partecipazione superiori al 10% (ora nella misura del 40/50%).
6. Estensione dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni
Noi vogliamo l’estensione dell’assoggettamento all’imposta sulle successioni e sulle donazioni ai discendenti, al coniuge e ai genitori (al momento esenti), nonché l’istituzione di un’aliquota maggiormente progressiva che tenda a colpire in particolare i patrimoni più ingenti.
7. Eliminazione dello statuto di globalista
Noi vogliamo l’abolizione dell’imposizione secondo il dispendio, vale a dire lo statuto privilegiato del quale godono i globalisti a livello ticinese (contrariamente ad altri Cantoni).
8. Sovvenzionamento del trasporto pubblico supportato dalle aziende
Noi vogliamo il prelievo di un contributo speciale alle aziende con un certo numero di dipendenti per sovvenzionare la gratuità, o almeno una calmierazione dei prezzi, del trasporto pubblico.
9. Istituzione di un moltiplicatore comunale unico
Noi vogliamo l’istituzione di un moltiplicatore comunale unico (e naturalmente progressivo) sul territorio cantonale, in primis nell’ottica di arginare la corsa al ribasso dei moltiplicatori comunali.
10. Aumento dell’organico dell’ispettorato fiscale cantonale
Noi vogliamo l’aumento dell’organico dell’ispettorato fiscale cantonale (sempre più sollecitato), allo scopo di favorire gli accertamenti del servizio e la lotta contro l’evasione fiscale.
La prospettiva di rinnovamento alla quale aspiriamo è orientata al raggiungimento di un benessere collettivo e il più equo possibile. Tale prospettiva non può però realizzarsi in termini egoistici e imperialistici a scapito di terzi, ma solo in un contesto di cooperazione mutua e in una visione condivisa del futuro dell’umanità. Imprescindibile è quindi una corretta collocazione geopolitica del nostro Paese: solo se inserita in modo coerente e credibile nel nuovo contesto multipolare, infatti, la Svizzera potrà essere protagonista di un percorso di emancipazione e di pace fra nazioni sovrane caratterizzato dalla condivisione di risorse e dall’amicizia fra i popoli. Si rende perciò indispensabile un forte rilancio della neutralità intesa quale sinonimo di non allineamento, di relazioni multilaterali e di sovranità politica secondo il motto “Liberi e Svizzeri” coniato dai primi antifascisti ticinesi!
1. Noi vogliamo il riconoscimento della neutralità quale principio costituzionale fondante della politica estera e di difesa della Confederazione e dei Cantoni. E cioè la rinuncia ad aderire ad alleanze militari, a schierarsi in conflitti fra Stati terzi e a imporre sanzioni a paesi belligeranti.
2. Noi vogliamo che la Confederazione e i Cantoni si impegnino per una politica attiva a favore della pace, ripudino la guerra quale mezzo di risoluzione delle controversie, rimpatrino i soldati in missione armata all’estero e si ritirino dal programma “Partnership for Peace” della NATO.
3. Noi vogliamo che si escluda l’adesione della Svizzera alla NATO e all’UE e che si proceda alla rinegoziazione completa degli accordi bilaterali con quest’ultima. La Svizzera non deve inoltre più pagare il “miliardo di coesione” e deve rifiutarsi di recepire automaticamente normative estere.
4. Noi vogliamo che ci si apra ai paesi emergenti e in particolare all’area economica eurasiatica. Ciò è necessario per diversificare i nostri partner commerciali, sfruttare le opportunità di un nuovo mondo in ascesa e uscire dalla dipendenza dall’Unione Europea (UE) e dal mercato atlantico.
5. Noi vogliamo l’istituzione a livello cantonale di un Segretariato di Stato per la Politica Estera per intensificare le relazioni economiche, culturali e sociali con l’area insubrica, le macro-regioni europee e i paesi emergenti.
6. Noi vogliamo che l’approvvigionamento nazionale in beni e servizi di prima necessità sia sempre garantito dallo Stato anche derogando al principio della libertà economica: non c’è neutralità senza sovranità nazionale, la quale va anzitutto intesa come sovranità alimentare, energetica e monetaria!
7. Noi vogliamo il divieto di vendere le riserve auree della Banca Nazionale Svizzera (BNS) e il rimpatrio di tutto l’oro svizzero detenuto all’estero, nonché il mantenimento in oro di almeno il 20% degli attivi della BNS.
8. Noi vogliamo evitare un nuovo ancoraggio del Franco all’Euro. Rivendichiamo inoltre una diversificazione dell’esposizione in valute estere della BNS secondo la nuova configurazione geomonetaria internazionale, diminuendo cioè la dipendenza valutaria da Euro e Dollaro.
9. Noi vogliamo che, finché godranno del sostegno popolare, le forze armate si attengano scrupolosamente al principio di neutralità. Ciò significa, oltre a non esternalizzare la formazione dei quadri, anche superare i vincoli tecnologici esteri, diversificando quindi i sistemi d’arma.
10. Noi vogliamo che, nel solco di una lotta contro la corsa al riarmo e a favore di una coesistenza pacifica, venga introdotto il divieto di esportazione di materiale bellico almeno nei Paesi in conflitto, così come il divieto di finanziamento dell’industria degli armamenti (a partire dalla BNS e dalle casse pensioni).
























