Sovranità alimentare: come intende applicarla il Comune di Bellinzona?

INTERROGAZIONE

33

Il 13 giugno 2021 il popolo ticinese ha approvato – con il 62% dei voti favorevoli – l’introduzione nella Costituzione cantonale del principio della sovranità alimentare. I cittadini di Bellinzona hanno sostenuto questa modifica costituzionale in misura ancora maggiore: la sovranità alimentare è stata infatti approvata da poco più del 64% dei votanti. Un segnale politico chiaro per le stesse autorità comunali, chiamate a concretizzare – pur nei limiti delle loro prerogative – questo dettame costituzionale, che ricordiamo essere volto ad assicurare l’accessibilità agli alimenti per una dieta variata, la destinazione d’uso sostenibile del territorio e il diritto dei cittadini di poter decidere del proprio sistema alimentare e produttivo.

Oltre al territorio boschivo e prativo da tutelare e destinare ad un uso sostenibile, il nostro Comune ospita 117 aziende attive nel settore primario (in cui sono impiegate 431 persone), corrispondenti al 3,3% del numero totale di imprese. Si tratta di una quota leggermente superiore alla media cantonale. Il segnale espresso dal popolo lo scorso 13 giugno va interpretato come una volontà di valorizzazione di queste aziende e di coloro che lavorano la terra – anche, o meglio, soprattutto di chi lo fa sulla nostra porta di casa, producendo alimenti di qualità a chilometro zero e curando il territorio.

D’altra parte, la promozione delle cosiddette “filiere corte” e del consumo di prossimità potrebbe coinvolgere direttamente ed attivamente la cittadinanza, sia attraverso progetti educativi che riguardino le scuole comunali, sia attraverso progetti di auto-produzione come orti e frutteti collettivi che potrebbero mobilitare tanto le realtà associative attive sul nostro territorio quanto la stessa popolazione dei quartieri che compongono Bellinzona.

In attesa di un più ampio intervento da parte del Cantone in vista di una concretizzazione del principio costituzionale approvato oltre un anno fa, anche il Comune può fare la sua parte ed adoperarsi per implementare attivamente la sovranità alimentare. Alla luce di queste considerazioni, rivolgiamo dunque al Municipio le seguenti domande:

1. Quali misure sono attualmente messe in campo dal Municipio a sostegno dell’attività di allevatori e agricoltori residenti a Bellinzona e più in generale nella nostra regione? Il Municipio ha in previsione l’introduzione di nuove misure di sostegno?

2. Quale ruolo gioca l’Ente regionale di sviluppo del Bellinzonese nella promozione e nel sostegno delle filiere corte, delle attività agricole e delle aziende attive nel settore primario?

3. Il Municipio ha mai preso in considerazione la costituzione di uno o più punti di vendita diretta di alimenti e prodotti agricoli, come ad esempio un “banco alimentare” amministrato dal Comune senza scopo di lucro?

4. Qual è l’opinione del Municipio circa l’istituzione di un incentivo per sostenere economicamente le aziende che intendono intraprendere il percorso per ottenere la certificazione Bio? (Un simile incentivo è ad esempio stato recentemente introdotto dalla Città di Locarno)

5. Quale è la politica di approvvigionamento delle mense scolastiche e delle strutture pubbliche? Vi è una “preferenza indigena” per i prodotti provenienti dalla nostra regione? Si è mai ipotizzata l’adozione di un modello di “mensa a chilometro zero”, in collaborazione ad esempio con il Centro di competenze agroalimentare ticinese (CCAT)?

6. In che modo le scuole comunali promuovono l’educazione ad un’alimentazione sana e variata, al rispetto dell’ambiente e al consumo di prossimità?

7. In che modo il Municipio sostiene le realtà associative che promuovono la biodiversità e la protezione del territorio nel nostro Comune? Vi sono nuovi progetti in vista?

8. Esistono dei progetti per la riduzione dello spreco alimentare (come ad es. la raccolta dei prodotti invenduti nei commerci locali in vista di una distribuzione o di un impiego alternativo)?

9. Alla luce della decisione che portò il legislativo comunale di Bellinzona ad approvare una mozione del 2012 relativa agli orti urbani, chiediamo non solo quale sia l’opinione del Municipio circa la creazione di orti e frutteti collettivi sul territorio comunale ma anche come intende applicare quella decisione consiliare.

10. Nel 2020 rispondendo a una precedente interrogazione (Lucchini, 79/2020) il Municipio spiegava che “la realizzazione di orti familiari è prevista nel piano regolatore in fase di approvazione per il Quartiere di Camorino in zona Ceppo, dove è già stato allestito anche un progetto di fattibilità ed è in fase di progettazione nel quartiere di Bellinzona in zona Filanda. Tali impianti, attrezzati con acqua, servizi e depositi, sono in particolare pensati per dare la possibilità di realizzare degli orti per l’autoproduzione alimentare a chi non può disporre di un terreno proprio e per favorire gli incontri e la socializzazione in un contesto particolare”. Qual è la situazione odierna di tali progetti?

In attesa della vostra risposta e ringraziandovi per l’attenzione, vi porgiamo cordiali saluti e i nostri migliori auguri per il nuovo anno.

Massimiliano Ay e Alessandro Lucchini, consiglieri comunali di Bellinzona per il Partito Comunista / Unità di Sinistra

CONDIVIDI