Più dinamismo è l’obiettivo dell’8° Congresso del Partito del Lavoro di Corea

Al Congresso hanno partecipato 4'750 delegati eletti dalle varie cellule del Partito. Oltre al nuovo piano quinquennale essi si sono posti l'obiettivo di creare uno "stato di diritto socialista".

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Il Partito del Lavoro di Corea (WPK) ha convocato lo scorso 5 gennaio 2021, nella città di Pyongang, il proprio 8° Congresso con l’obiettivo di analizzare e adeguare il proprio lavoro quale forza di governo della Repubblica Popolare Democratica di Corea e quale guida della rivoluzione coreana, che entra così in una nuova tappa della costruzione del socialismo.

A questo 8° Congresso non erano previsti delegati dei Partiti comunisti esteri, ma hanno assistito all’apertura dell’assise i rappresentati sia degli altri due partiti rappresentati nel parlamento nordcoreano, sia del Fronte Nazional Democratico Anti-Imperialista (AINDF), una forza patriottica per la riunificazione della penisola che è tuttora repressa in Corea del Sud. Messaggi augurali sono giunti però da tutto il mondo, in modo particolare dai paesi socialisti: il Partito Comunista Cinese, il Partito Comunista del Vietnam, il Partito Rivoluzionario del Popolo Lao sono stati fra i primi ad esprimersi.

Sono seguiti saluti anche dal Partito Comunista dell’Australia, dal Partito Vatan di Turchia, dal Fronte Democratico di Liberazione della Palestina, dal Partito del Lavoro di Ungheria, dal Partito Comunista di Ucraina, dal Partito Comunista in Danimarca, dal Partito Comunista di Svezia, dal Partito dei Socialisti della Moldavia, Partito Comunista Siriano (Unificato), ecc. Notevole, in particolare, la mobilitazione da parte della politica russa: non solo i dirigenti del Partito Comunista della Federazione Russa e del Partito dei Comunisti di Russia si sono espressi, ma messaggi augurali sono giunti persino dal Partito di Russia Unita, dal Partito Liberale-Democratico di Russia, dal Fronte di Salvezza Nazionale Russo, dal Partito per la Pace e l’Unità di Russia, e dai socialdemocratici del Partito Russia Giusta.

Anche il nostro Partito ha inviato un saluto ai delegati riuniti a Pyongyang, sottolineando l’importanza della lotta contro l’imperialismo e della cooperazione fra nazioni sovrane, rimarcando infine come i Paesi che, riuscendo sia a stimolare lo sviluppo delle forze produttive sia a mantenere la pianificazione economica di orientamento socialista, sono in grado di affrontare le emergenze globali, come quelle sanitarie, con maggiore successo rispetto ai paesi capitalisti retti dal principio egoistico del profitto.

L’8° Congresso del Partito del Lavoro di Corea ha eletto Kim Jong Un quale suo segretario generale e ha rinnovato il Comitato Centrale. Nella relazione politica del Segretario generale non sono mancati i toni autocritici soprattutto sul lavoro con le nuove generazioni e per quanto concerne lo sviluppo di alcuni settori economici del Paese, i cui ritardi vanno ricondotti non solo ai disastri naturali occorsi e all’embargo imposto degli Stati Uniti e dall’Unione Europea, ma anche ad alcune carenze nell’organizzazione interna delle forze produttive su cui si intende ora lavorare insistendo nell’obiettivo di ridurre il grande di dipendenza economica dall’estero.

Accanto ad aspetti da migliorare, sono stati però evidenziati anche i netti miglioramenti nel lavoro internazionale del Partito del Lavoro di Corea, sottolineando in particolare i rapporti sempre più intensi col Partito Comunista Cinese. Il Congresso ha pure discusso sul prossimo piano quinquennale che dovrà concentrarsi non solo sull’industria metallurgica e sul settore agricolo, ma anche sui beni di consumo e le infrastrutture, in particolare con investimenti nelle vie di comunicazioni ferroviarie a tutto vantaggio di un netto miglioramento dell’offerta turistica.

Una parte importante dei lavori congressuali si è concentrata sulla formazione dei quadri politici e sul loro rigore ideologico, affinché scompaiano atteggiamenti burocratici, di corruzione e abusivi sia della morale rivoluzionaria sia dell’obiettivo di edificare uno “stato di diritto socialista”, che rappresenta una nuova fase dello sviluppo delle istituzioni democratiche coreane.


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