Il Partito Comunista Portoghese (PCP) ha aperto il proprio XXI Congresso. A causa della pandemia il medesimo si svolge con severe misure sanitarie e senza ospiti internazionali. Ciò non è però bastato ai settori reazionari della società, che hanno pesantemente attaccato il PCP per non aver rinunciato alla tenuta dell’assise: come comunisti svizzeri abbiamo invece ribadito la solidarietà per queste provocazioni da parte di chi vuole delegittimare il loro Congresso, arrivando addirittura a chiederne il divieto, ricordando così i tempi bui della dittatura salazarista.

In una lettera al PCP – firmata dal nostro segretario politico Massimiliano Ay e dal membro del Comitato Centrale, Stefano Araujo – oltre ai doverosi auguri di buon lavoro, abbiamo voluto sottolineare la convergenza di posizioni su molte questioni centrali, ad esempio la comune volontà di lottare contro l’integrazione europea e contro le minacce imperialiste ai danni della Repubblica Popolare Cinese. A tal proposito abbiamo voluto evidenziare come noi riteniamo necessario e strategico non solo contrastare sul nascere ogni espressione di sinofobia, ma anche porci nella prospettiva del multipolarismo.

Sul piano nazionale, poi, abbiamo apprezzato il contributo che il PCP fornisce in modo propositivo alla politica portoghese non solo per migliorare le condizioni sociali dei lavoratori, ma anche a tutela del servizio pubblico. Abbiamo infine espresso preoccupazione per i toni crescenti di anti-comunismo che si respirano in tutta Europa, valutando quindi positivamente la lotta ideologica di cui il PCP si fa promotore in difesa del marxismo-leninismo e della storia del movimento comunista internazionale contro il mainstream liberale.

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