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No alla guerra imperialista: giù le mani dalla Repubblica Araba di Siria! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 08 Aprile 2017 15:49

Senza nessuna inchiesta internazionale indipendente sul presunto attacco chimico, in piena violazione del diritto internazionale, gli Stati Uniti hanno sferrato un bombardamento contro la Repubblica Araba di Siria, un paese sovrano, laico e sociale, uccidendo anche dei bambini. Ad essere colpita è, fra l’altro, una base delle forze aeree siriane e russe impegnate in prima fila a contrastare proprio il terrorismo dell’ISIS. L’imperialismo americano, continuando a pretendere di dettare legge fuori dai propri confini, è pericoloso per la pace e per l’indipendenza di tutte le nazioni non allineate ai loro diktat. L’agire piratesco degli Stati Uniti non solo favorisce il terrorismo anche alle nostre latitudini ma, sfidando Russia e Cina, di fatto frena il consolidarsi di un mondo multipolare.

Non bisogna permettere che i governi occidentali risolvano la crisi economica che attanaglia il sistema capitalista atlantico con la guerra, come fatto in passato: la risposta dei popoli, e fra essi dei comunisti, deve essere la solidarietà internazionalista e anti-imperialista con le forze  sociali, comuniste, sindacali e patriottiche che difendono la sovranità e l’unità nazionale siriana. E' questa la base insomma per la ripresa di un sincero movimento per la pace.

La Svizzera, dal canto suo, deve finalmente capire che restare ancorata al campo atlantico è contrario ai propri interessi politici ed economici! È importante che, a seguito di questa aggressione scriteriata da parte di Washington, e visto il rischio di un conflitto su larga scala, il nostro Paese proceda al rimpatrio di tutti i nostri soldati all'estero, si attenga a una scrupolosa politica di neutralità e che sospenda ogni collaborazione non solo con la NATO a guida statunitense, ma anche con l'esercito sionista di Israele che regolarmente interferisce nella ricerca di una soluzione pacifica nell'area: vanno infine subito messi in campo i nostri servizi diplomatici affinché si scongiuri una ulteriore escalation.

 

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