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Intervento: "...un legame di continuità" PDF Stampa E-mail
Scritto da Egon Canevascini   
Mercoledì 30 Novembre 2016 20:14

Care compagne, cari compagni, care amiche e amici,
è con piacere che vi dò il benvenuto e vi ringrazio - a nome di tutto l’Uffico Presidenziale - per la fiducia dimostrataci. Sarò breve: non vorrei rubare tempo alle questioni di ben più ampio spessore che seguiranno.
Dieci Congressi scorsi e dunque esattamente trent’anni fa, nel 1986, l’organo supremo del nostro Partito - allora del Lavoro – si riuniva come oggi proprio in questa edificio.
Questo fatto, apparentemente banale e sicuramente frutto di una coincidenza, risulta – viste le recenti polemiche – importante. 
Importante per rendersi conto del legame di continuità fra l’allora Partito del Lavoro e l’attuale Partito Comunista. Legame messo in discussione da chi pretende ancora di ergersi a sorta di pater familias di una comunità che si è ormai – e per fortuna! - emancipata dalla disastrosa gestione folkloristica e subordinata alla socialdemocrazia che per troppi anni imperava.
A fronte delle tendenze definibili revisioniste di alcuni, è quindi giusto ribadirlo una volta di più: il Partito Comunista è il Partito del Lavoro e questo è il suo 23esimo congresso.
Dall’ultimo Congresso di Bellinzona, svariati aspetti al nostro interno e al nostro esterno sono mutati. Le tendenze internazionali da noi previste si sono effettivamente verificate, e per quanto riguarda il nostro lavoro, gli sforzi compiuti sono culminati nell’elezione del compagno Max nel legislativo cantonale. È quindi un buon momento, ma... c’è un ma.
Come ho già avuto modo di dire in un precedente Comitato Centrale, dobbiamo ora essere in grado di riscoprire il valore dell’umiltà. E – sia ben chiaro – per umiltà non intendo proporre una sorta di moralismo di ritorno, ma bensì la più profonda messa in pratica del metodo che ci contraddistingue: quello dell’analisi dello stato di cose materialmente presenti, al fine di poterle modificare.
Sì, il nostro Partito ha fatto grandi passi in avanti, ma il nostro obiettivo è ancora molto lontano. E come tale, per effettivamente avvicinarci sempre di più ad esso, risulta necessario saper operare nella realtà con umiltà e dedizione. Tale approccio è indispensabile alla causa.
Alcuni compagni se ne sono andati, altri rimangono. Diceva Bertolt Brecht: "Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili.". E Fidel era uno di loro.
Come già accennato precedentemente, non mi dilungherò in sproloqui di alcun tipo in questo mio saluto: oggi e domani avremo l’opportunità di discutere ampiamente e chiaramente delle più svariate tematiche.
Auguro quindi a tutti i delegati un proficuo svolgimento dei lavori congressuali. Spero invece che per gli ospiti le nostre discussioni possano essere spunto di riflessione e – perché no? – fungere da spinta propulsiva per il loro impegno in ottica di un cambiamento sociale.
Viva il socialismo! Viva il Partito Comunista!

 

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