Il capo dell'esercito svizzero rispetti la volontà del parlamento! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 18 Settembre 2009 16:39
Dal mese di aprile 2009 vige in Svizzera la libertà di prestare servizio civile (da non confondere con la protezione civile!) al posto della diseducativa scuola reclute. I giovani coscritti hanno così la possibilità di svolgere un servizio utile alla popolazione in case per anziani, in foyer per persone con handicap, in aziende agricole, in centri per l'infanzia, ecc. senza portare un'arma e sottomettersi all'autoritarismo. Il servizio civile consente ai giovani di entrare in contatto coi problemi sociali veri della popolazione contribuendo a migliorare questa società per vie pacifiche, invece di perdere tempo a fare marce e a sparare contro bersagli con sembianze umane. Tale diritto è stato conquistato dopo oltre dieci anni di lotte, da quando cioè, nel 1996, l'obiezione di coscienza è stata depenalizzata. Che piaccia o meno al capo dell'esercito, questo è il verdetto democratico del parlamento federale! Le dichiarazioni del "generale" secondo cui tale decisione democratica sarebbe "un errore di percorso" sono assolutamente inopportune per la funzione che ricopre! L'alto ufficiale trova sbagliato che una recluta possa decidere di interrompere l'addestramento e scegliere la via dell'obiezione. Ci spiace per lui, ma questo è un diritto civile di ogni giovane che preferisce impiegare il suo tempo per arricchirsi dal lato umano e professionale con il servizio civile, piuttosto che farsi umiliare da certi esaltati di guerra.
LAST_UPDATED2
 
Please register or login to add your comments to this article.