23 Marzo, e poi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 22 Marzo 2016 19:54

La scelta del governo ticinese di continuare la politica dei tagli è purtroppo in linea con oltre vent’anni di continue misure di risparmio che colpiscono la scuola pubblica. Già una decina di anni fa l’allora ministro dell’educazione Gabriele Gendotti (PLR) ammetteva che ormai si era “raschiato il fondo del barile” e che, di conseguenza, quelli sarebbero stati gli ultimi tagli. Ma non è stato così: promesse disattese su promesse disattese, siamo arrivati ad oggi, con purtroppo continue sconfitte per il mondo della scuola, su cui troppo poco spesso si vuole ragionare anche autocriticamente.

La trovata di quest’anno del Consiglio di Stato di offrire agli insegnanti un giorno di congedo straordinario il prossimo 23 marzo suona come una presa per i fondelli e, in tal senso, la reazione dei sindacati si comprende pienamente. E tuttavia a noi, come studenti comunisti, l’idea dello “sciopero al contrario” come concetto non convince a pieno. Una giornata di libero in più può essere allettante (e a nostro avviso pure meritata!) sia per i lavoratori della scuola sia per gli studenti: non si tratterebbe quindi di rinunciarvi, ma di prendersela! Non però togliendosi il cappello di fronte alla presunta generosità del governo, quanto piuttosto per approfittarne e costruire da qui una più ampia presa di coscienza e di mobilitazione in cui si pongano le basi soprattutto in vista del prossimo anno scolastico, quando il Consiglio di Stato appronterà misure di austerità più draconiane nell’ambito del Preventivo 2017. Siamo pronti a scommettere che qualcuno prima o poi salterà fuori nuovamente con la vecchia idea di ridurre la durata degli studi liceali a tre anni. Questa sì, sarebbe una riduzione pericolosa dell’offerta formativa e un peggioramento sostanziale per l’unica risorsa di cui il nostro Paese dispone: i cervelli! Evitare che si arrivi a questo punto è una priorità su cui bisogna iniziare sin d’ora, con pazienza e senza velleitarie fughe in avanti, ad accumulare forze e a tornare a organizzare gli studenti riconoscendo loro il giusto protagonismo, troppo spesso svilito da dannose pratiche corporative.

Noi giovani comunisti concepiamo lo sciopero propriamente detto una fondamentale arma di lotta, come hanno dimostrato le stagioni del 2003/2004 e quella del 2008. La prima stagione ha permesso lo sviluppo di un ormai longevo e movimento studentesco combattivo e organizzato sindacalmente, la seconda ha salvato le borse di studio dalla mannaia della destra. Per essere pronti a questo genere di lotte occorre gettare delle basi solide e noi studenti comunisti metteremo a disposizione le nostre risorse militanti e organizzative su questi assi programmatici:

  1. Tutelare il diritto allo studio contrastando standard e portfolio previsti da HarmoS che la GC aveva combattuto già nel 2009. Mentre il primo incentiva la concorrenza fra scuole a scapito di una corretta istruzione, il secondo favorisce gli allievi che hanno più disponibilità economiche permettendogli di avere un diploma "più ricco" su carta ma che crea un dislivello in realtà inesistente tra gli allievi.
  2. Il risanamento e il potenziamento delle infrastrutture scolastiche.
  3. La promulgazione di una carta dei diritti degli studenti e degli apprendisti.
  • Programma della giornata di lotta del 23 marzo: leggi

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Marzo 2016 22:43
 

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