Referendum contro la RFFA

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    Create Date 15 novembre 2018
    Last Updated 3 dicembre 2018
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    Ecco delle buone ragioni per opporsi alla RFFA

    1. La RFFA sottopone l’elettorato ad un vero e proprio ricatto, condizionando il raggiungimento di un mandato costituzionale, la perpetuazione dell’AVS quale assicurazione sociale in grado di soddisfare i bisogni essenziali della popolazione in pensione, alla concessione di sgravi fiscali miliardari a grandi imprese che realizzano enormi profitti.
    2. È fuorviante cercare di accreditare l’idea che vi sia una cosiddetta simmetria tra gli sgravi fiscale che la comunità sarebbe chiamata a concedere ad imprese che realizzano enormi profitti e un presunto consolidamento dell’AVS che si fonda, soprattutto, sull’aumento dei prelievi sui salari.
    3. Grazie agli strumenti fiscali inseriti nella riforma, verrà ridotta di quasi la metà la tassazione degli utili societari, aumentando una redistribuzione patrimoniale a favore dei più ricchi.
    4. La riforma fiscale non prevede alcun criterio qualitativo rispetto all’operato delle imprese che ne beneficeranno. Imprese irresponsabili a livello ambientale e sociale beneficeranno di ulteriori sgravi fiscali nonostante causino importanti costi esternalizzati verso la comunità.
    5. La riforma comporterà dai quattro ai cinque miliardi di franchi di minori entrate fiscali all’anno, entrate che avranno sicuramente delle conseguenze per quel che riguarda servizi pubblici essenziali, così come di tutti quegli investimenti necessari per soddisfare le esigenze economiche, sociali e ambientali prioritarie.
    6. Le possibili conseguenze nell’erogazione di servizi pubblici essenziali, come ad esempio quelli attinenti alla sfera domestica, tenderanno inevitabilmente ad aumentare la percentuale di lavoro non retribuito (a cominciare dal lavoro domestico e di cura) svolto principalmente dalle donne.
    7. Contrariamente a quanto affermano alcuni sostenitori della riforma, la sua accettazione non dà alcuna garanzia che non venga riproposta, in termini anche ravvicinati, l’aumento dell’età pensionabile, prima per le donne (a 65 anni) e poi per tutti a 67 anni.
    8. La riforma ravviva una logica disastrosa di concorrenza fiscale intercantonale dalla quale trarranno vantaggio, ancora una volta, i grandi patrimoni e le grandi imprese.
    9. La riforma favorisce lo spostamento degli utili conseguiti nelle realtà del Sud del mondo verso la Svizzera, privando i paesi in via di sviluppo di importanti risorse economiche che potrebbero contribuire ad una loro emancipazione.
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