La seduta del Comitato Centrale del Partito Comunista, riunitasi sabato mattina presso la ex-sala del consiglio comunale di Pazzallo (Lugano) ha affrontato anzitutto lo stato delle nostre relazioni internazionali. In modo particolare il Comitato Centrale si è felicitato in primo luogo per l’azione di solidarietà internazionalista con il Partito Comunista del Venezuela promossa dal nostro movimento giovanile in dicembre e in secondo luogo per l’interesse di sempre più persone a viaggiare nella Repubblica Popolare Democratica di Corea attraverso la nostra mediazione. Da ultimo abbiamo ascoltato una relazione sui lavori dello European Communist Meeting a cui abbiamo partecipato per la prima volta nelle settimane scorse. Il 2020, peraltro, si preannuncia essere un anno particolarmente ricco di eventi internazionali a cui il nostro Partito sarà chiamato a prendere parte.

Le compagne e i compagni presenti sono passati a tirare un bilancio sui referendum appena conclusisi: quello sulla riforma fiscale cantonale non ha raggiunto un numero di firme sufficiente, mentre i due contro il credito per l’aeroporto di Lugano-Agno sono riusciti. Il Comitato Centrale rileva che in ogni caso il nostro Partito ha raggiunto (e in parte anche superato) le quote di firme da noi promesse e ci tiene a ringraziare sentitamente i compagni e le compagne che hanno sacrificato il loro tempo libero sotto le Feste pur di dare voce alla popolazione.

Nel contempo la discussione ha evidenziato una crisi della militanza a sinistra, soprattutto nei partiti che elettoralmente ottengono risultati migliori dei nostri: nulla di cui stupirsi in una società post-democratica e individualistica in cui il senso dell’organizzazione viene disincentivato. I comunisti devono far rinascere l’interesse, soprattutto fra i giovani, di impegnarsi nel Partito e nel Sindacato. Osserviamo con preoccupazione il fatto che la destra stia tornando all’attacco con altre proposte fiscali inique a favore del grande capitale e dei ricchi e che, con la mancata riuscita del referendum, sarà ora ancora più ringalluzzita. Dopo la bocciatura in parlamento di tre nostre proposte in ambito tributario, occorre che i nostri deputati tornino a tematizzare la giustizia fiscale con fare propositivo.

Il compagno Samuel Iembo, coordinatore del nostro movimento giovanile, ha relazionato sulla fondazione del Comitato giovanile contro l’acquisto di nuovi aerei militari a cui hanno aderito anche i giovani socialisti ed ecologisti, nonché il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA). Si auspica naturalmente che il movimento giovanile degli scioperi del clima aderisca a sua volta riconoscendo il carattere insostenibile dell’aviazione militare in un paese come il nostro. A proposito di questo tema il Comitato Centrale ritiene importante non limitarsi a una opposizione di principio ma sottolineare due aspetti: anzitutto che il Consiglio federale non è entrato in discussione sull’acquisto di soli velivoli leggeri per la sola Polizia aerea, ma ha sempre insistito nel voler far capo ad aerei militari da combattimento; in secondo luogo occorre denunciare il vincolo tecnologico sul modello di aereo da acquistare, il quale dovrà provenire forzatamente dal solo campo euro-atlantico, il che rappresenta un’ipoteca sulla nostra neutralità.

Il compagno Zeno Casella ha in seguito aggiornato le compagne e i compagni sulla raccolta firme per il referendum che presto sarà lanciato in reazione alla ormai certa riforma del Servizio Civile che mira a disincentivare l’obiezione di coscienza fra i soldati svizzeri. In tal senso il Comitato Centrale rinnova l’invito ai giovani compagni di rendersi utile alla collettività tramite il Servizio Civile rifiutando di assolvere così la Scuola Reclute.

Il Comitato Centrale si è infine chinato sulle numerose votazioni popolari che avranno luogo il prossimo 9 febbraio sul piano federale e cantonale dando mandato alla Direzione di diramare dei comunicati stampa di sintesi. Oltre agli oggetti in votazione cantonale su cui i nostri deputati già si sono espressi in modo contrario in sede parlamentare e all’iniziativa “Più abitazioni a prezzi accessibili” di cui siamo da mesi fra i sostenitori, si è discusso sull’articolo di legge che intende punire le discriminazioni omofobe: è una proposta legislativa che viene sostenuta all’unanimità dal Comitato Centrale in quanto essa permette una tutela dei lavoratori e delle lavoratrici che ancora oggi subiscono vessazioni per il loro orientamento sessuale ma anche nella misura in cui essa non andrebbe a minare la libertà d’opinione su temi di carattere etico potenzialmente controversi.

CONDIVIDI