La Direzione del Partito Comunista ha preso conoscenza della presa di posizione del sindacato Garanto sul processo di trasformazione dell’Amministrazione federale delle dogane (AFD) e considera le valutazioni sindacali corrette.

Due punti della riforma ci perplimono: anzitutto l’eventuale assoggettamento per tutti i funzionari delle dogane al Codice penale militare. Siamo di principio critici verso l’esistenza di una giustizia speciale separata da quella civile che invece si basa sull’uguaglianza per tutti i cittadini. In questo caso concreto, peraltro, non vediamo la necessità di estenderla anche al personale civile della AFD.

In secondo luogo contestiamo la decisione di estendere l’obbligo dell’arma da fuoco anche al personale doganale civile atto all’ispettorato di tipo anzitutto commerciale. Occorre che ai lavoratori dell’AFD sia garantita la libera scelta e coloro i quali non intendono disporre della pistola debbano poter essere collocati in un ambito adeguato.

Il lavoro in dogana è importante a tutela della sovranità e della sicurezza del Paese, e tuttavia la priorità dei crimini da contrastare alle nostre frontiere resta anzitutto la frode fiscale e commerciale, per gestire la quale servono ispettori doganali preparati e competenti, ma non obbligatoriamente armati. Per contrastare fenomeni di criminalità e di terrorismo in effetti già esistono dei corpi specificamente addestrati a ciò. Questa insistenza sulla militarizzazione di ogni ambito della sicurezza – in passato è stato il caso della Protezione Civile e ora tocca all’Amministrazione federale delle dogane – ci preoccupa e peraltro rappresenta sempre un costo maggiorato per l’ente pubblico.

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