Il governo svizzero ha licenziato oggi un messaggio al parlamento in cui chiede di prolungare la missione militare Swisscoy in Kosovo fino al 2023, aumentando addirittura gli effettivi da 165 a 195. Sono circa 9’000 i soldati svizzeri che dal 1999 hanno prestato servizio sotto gli ordini non di Berna, ma della NATO e ciò è vergognoso!

Swisscoy infatti non è una missione di pace come viene dipinta, ma è a tutti gli effetti una forza militare di occupazione integrata nella KFOR sotto l’egida appunto della NATO, il cui carattere guerrafondaio e per nulla difensivo, di stampo squisitamente imperialista, è sotto gli occhi di tutti. La Svizzera non aderisce alla NATO, non deve quindi fornire i propri soldati per le sue missioni al servizio delle multinazionali.

Il Partito Comunista deplora in modo inequivocabile la decisione del governo svizzero che rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il nostro Paese si stia inchinando senza ritegno ai diktat degli Stati Uniti e dell’Unione Europea anche in ambito militare.

La NATO sta infatti occupando militarmente il Kosovo, un territorio conteso fra le forze secessioniste filo-atlantiche di Pristina – supportate dagli USA e dall’UE – e la Repubblica di Serbia che rivendica legittimamente la propria sovranità nazionale e la sua integrità territoriale. Il processo secessionistico che ha portato alla dichiarazione di indipendenza del Kosovo nel 2008 resta infatti un atto unilaterale, riconosciuto solo da una parte della Comunità Internazionale.

Già la Svizzera ha commesso nel 2008 l’errore di riconoscere, in barba alla propria neutralità, questo controverso processo secessionista, ora vuole addirittura protrarne l’occupazione militare contravvenendo alla sovranità della Serbia. Come se non bastasse l’esercito svizzero sarebbe in Kosovo accanto all’esercito del regime golpista dell’Ucraina dove le forze neo-naziste sono sdoganate: proprio dei bei partner!

Il Partito Comunista rivendica la fine della missione Swisscoy e l’immediato ritorno in patria di tutti i soldati svizzeri in Kosovo. Ne va della nostra neutralità! Nel contempo – in sintonia con la dichiarazione del 21° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (IMCWP) appena conclusosi a Izmir (Turchia), chiediamo che anche tutte le truppe straniere che occupano il territorio della provincia meridionale della Serbia si ritirino.

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