La seduta è iniziata con un rapporto del segretario politico Massimiliano Ay che ha posto la riunione del Comitato Centrale nel solco del processo di avvicinamento al 24° Congresso del Partito Comunista, che avverrà l’anno prossimo e che a detta del segretario dovrà porre l’accento sull’organizzazione interna e sulla giusta collocazione dei militanti là dove il Partito necessita maggiori energie. In tal senso oltre alla meritocrazia nel lavoro militante, si deve dare importanza al “costume di Partito”.

Dopo aver ascoltato la valutazione sulle elezioni federali da parte delle nostre due candidate Angelica Forni Lea Schertenleib, il plenum le ha ringraziate per l’impegno dimostrato. Nel successivo giro di tavolo i membri del Comitato Centrale, al di là delle statistiche sui voti di panachage e del radicamento territoriale, hanno anzitutto sottolinato i seguenti aspetti:

  • Il rammarico per l’oscuramento del Partito a livello mediatico sia durante che dopo il voto, e in tal senso si reputa che occorra intervenire, perché esistono realtà che nella loro inconsistenza hanno quasi più mediatizzazione di noi che disponiamo di una municipale, due deputati e vari consiglieri comunali.
  • non si tratta di un’onda verde come i media hanno insistentemente e ingiustamente spiegato, ma è a tutti gli effetti un’onda rosso-verde. Si sottolinea non solo come la metà dei voti siano frutto dei quattro candidati di Forum Alternativo e Partito Comunista (cioè la cosiddetta Sinistra Alternativa), ma anche come il programma unitario della nostra lista fosse avanzato dal lato sociale e si caratterizzava per una ferma opposizione all’Unione Europea.
  • come Partito siamo soddisfatti perché l’obiettivo era l’elezione di un consigliere nazionale di area in più e lo abbiamo raggiunto. Le nostre analisi – come emerse formalmente dalla Conferenza d’Organizzazione di Balerna del maggio scorso – si sono rivelate, una volta di più, assolutamente giuste. Anche perché questa coalizione ha aperto ampie contraddizioni nel campo borghese costringendolo a un’alleanza anti-storica fra PLR e PPD per mantenere, peraltro a fatica, le proprie posizioni.
  • l’arretramento di oltre tremila schede del PS e lo straordinario risultato della nostra lista di alternativa sia sul piano cantonale sia sul piano locale dimostra che la socialdemocrazia non sia più totalmente egemone e dunque si deve ora aprire una fase di discussione e di riflessione sull’evoluzione pratica degli equilibri politici della sinistra. In tal senso ancora di più è giudicata corretta la nostra decisione di non presentare liste di bandiera sottocongiunte ma di giocare la partita là dove vi erano i margini per vincere.
  • In merito al ballottaggio per il Consiglio degli Stati si ribadisce il pieno sostegno alla candidata del Partito Socialista Marina Carobbio.

Per quanto concerne il prossimo rinnovo dei consigli comunali e di municipi, il Comitato Centrale non vede la necessità di ricollocare il Partito al di fuori di liste il più possibile unitarie a sinistra, avendo bene in chiaro le diverse dinamiche che muovono gli elettori sul piano federale e sul piano locale. Il Comitato Centrale ha tuttavia ritenuto di coinvolgere i membri e ha quindi incaricato la Direzione del Partito di convocare entro inizio dicembre una Conferenza d’Organizzazione in cui discutere a fondo le linee guida dei comunisti negli enti locali e definire i nostri candidati disponibili su tutto il territorio ticinese.

Il compagno Edoardo Cappelletti, membro della Direzione del Partito e consigliere comunale di Lugano, ha in seguito tenuto una breve relazione sulla situazione dell’aeroporto di Lugano-Agno. Dopo una discussione che ha riguardato anche la concessione di un credito del Cantone, che andrà bocciata in sede di Gran Consiglio, il Comitato Centrale ha votato affinché il Partito Comunista aderisca al lancio del referendum promosso nell’ambito di un fronte ampio progressista.

Il Comitato Centrale si è felicitato poi della reazione solidale e compatta di studenti e insegnanti del Centro Scolastico per le Industrie Aristiche (CSIA) di Lugano contro l’espulsione dal Paese di un allievo ucraino richiedente l’asilo e della sua famiglia. Tali proteste più che veicolare messaggi ideologici di tipo “no border”, sono utili nell’ottica di far pressione su Berna affinché consideri l’Ucraina come un paese insicuro, retto da un regime golpista che poggia la sua presunta legittimità sul colpo di stato violento e di orientamento neo-fascista del 2014 e che continua a bombardare le città del Donbass, discriminando la popolazione russa. Rimpatriare un ragazzo, per di più in età di leva militare, in quel contesto è una responsabilità gravissima e pone problemi seri alla credibilità stessa della nostra neutralità. La Gioventù Comunista è stata quindi incaricata di inviare ai suoi simpatizzanti informazioni sulla realtà ucraina e del conflitto nel Donbass, a partire dal video da noi girato nel 2014.

Il compagno Alessandro Lucchini, responsabile della cooperazione internazionale, ha infine informato della possibilità più unica che rara di trascorrere il Capodanno a Pyongyang, in Corea del Nord, nell’ambito di un viaggio culturale che prevede pure la visita della zona demilitarizzata fra le due Coree. Chi fosse interessato può vedere i dettagli a questo link.

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