Riunitosi a Bellinzona lo scorso 14 settembre il Comitato Centrale del Partito Comunista ha avuto un’ampia parentesi internazionale, ma non sono mancati anche varie trattande di interesse locale.

Anzitutto si è tenuta una relazione del compagno Massimiliano Ay sull’esito positivo della delegazione recentemente ospite del Partito Comunista Portoghese (PCP) a Lisbona in occasione dell’Avante Festival 2019 e della riunione bilaterale avuta con il compagno Jorge Cordeiro, membro della Commissione politica e del Segretariato del Comitato Centrale del PCP che ha sancito un consolidamento nelle relazioni fraterne fra i rispettivi due partiti. Passi avanti in Europa sono anche riscontrati nelle relazioni con il Polo di Rinascita Comunista in Francia (PRCF) e con il Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE).

Il plenum ha discusso poi sulla decisione della banca postale svizzera di sottostare ai diktat statunitensi e bloccare così i flussi di pagamenti verso Cuba creando gravi problemi di liquidità ai nostri oltre 300 concittadini che risiedono sull’Isola e ostacolando anche le aziende svizzere attive a Cuba. Una presa di posizione pubblica è già stata diramata, ma si ritiene che la situazione abbia un certo grado di priorità non solo perché gli USA stanno imponendo le loro leggi extraterritorialmente entro i confini svizzeri, ma anche perché una banca pubblica sconfessa di fatto il Consiglio federale e la neutralità della Confederazione per sottomettersi alla Casa Bianca, il che costituisce un fatto molto grave per la nostra stessa sovranità nazionale e che rende ancora più urgente nazionalizzare la Posta. Il Comitato Centrale conferisce mandato ai vertici del Partito di anzitutto sollecitare l’associazione ALBA SUIZA a prendere posizione, in seguito di mettersi in contatto urgentemente con il corpo diplomatico cubano a Berna e, se la situazione lo richiede, anche organizzare un incontro bilaterale con il Dipartimento Esteri del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba entro il prossimo mese a tutela dei nostri concittadini che vivono a Cuba. Problemi simili saranno presto riscontrabili anche per quanto concerne il Venezuela, a tal proposito si è già in contatto con il Partito Comunista del Venezuela.

Il compagno Simone Romeo ha relazionato sulla coalizione che si sta organizzando a sostegno dell’iniziativa popolare «Più abitazioni a prezzi accessibili» promossa dall’Associazione Inquilini e da alcuni sindacati. Essa non soltanto favorisce gli alloggi a pigione moderata, ma riconosce allo Stato un diritto di prelazione rispetto a edifici e superfici ritenute di utilità pubblica. Si tratta di un tema importante su cui peraltro anche il nostro Partito ha insistito nell’ambito del proprio programma d’azione. Dopo discussione il Comitato Centrale decide per l’adesione del Partito al comitato di sostegno a questa iniziativa che presumibilmente si voterà in febbraio.

Il compagno Alessandro Lucchini ha aggiornato la situazione sull’evolversi della campagna elettorale a favore della lista 12 «Verdi e Sinistra alternativa» e delle nostre due giovani candidate: Lea Schertenleib e Angelica Forni. Il Comitato Centrale insiste nel rimarcare il fatto che la lista 12 sia un progetto unitario in cui però emerga la presenza comunista e che i temi di classe, anti-imperialisti e sociali non siano mai posti in secondo piano rispetto alla questione ambientale: in tal senso si incarica le nostre candidate a insistere molto sulla lotta al partenariato con la NATO e all’Unione Europea e contro l’Accordo quadro con essa, nonché sul tema del ripristino delle regie federali, a partire da quella della Posta, come rifiuto dei processi di liberalizzazione economica che hanno impoverito il nostro Paese.

Il Comitato Centrale ha ringraziato il compagno Aris Della Fontana che cessa la sua attività come direttore della nostra rivista #politicanuova e ha eletto suo successore il compagno Amos Speranza, il quale ha presentato l’impostazione della linea editoriale della rivista, il cui carattere quadrimestrale e di approfondimento teorico viene mantenuto ma che dovrà garantire anche alcuni contenuti sull’attività istituzionale e territoriale del Partito.

Ritenuto che l’ecologia sia un tema di particolare interesse, il prossimo numero della nostra rivista si dovrà concentrare molto sull’argomento, provando a fare un’analisi di fenomeni quali i cosiddetti «scioperi del clima» e di come la borghesia stia illudendo alcune frange del movimento giovanile per riorientarlo in senso puramente etico-individualistico o di abitudine alimentare, impedendo che assuma posizioni realmente di classe. In tal senso è molto importante che il Parlamento dia seguito alle concrete rivendicazioni contenute nella petizione sottoscritta dagli studenti che avevano scioperato a inizio anno per chiedere un maggiore intervento contro l’inquinamento e il surriscaldamento climatico.

Non è mancato un aggiornamento sui lavori nel Gran Consiglio del Canton Ticino da parte dei deputati Lea Ferrari e Massimiliano Ay e in cui si è parlato della prossima mozione che chiede di rilanciare le zone industriali dismesse presenti in Ticino consentendo allo Stato di procedere all’esproprio dei terreni e degli edifici inutilizzati per più di 5 anni.

La parola è poi passata al compagno Zeno Casella che ha affrontato il tema del Servizio Civile sostitutivo al Servizio Militare. La decisione del Consiglio degli Stati di accettare la controriforma volta a rendere meno attrattivo il Servizio Civile è una discriminazione verso quei giovani coraggiosi che rifiutano di imbracciare un fucile facendosi inquadrare dal militarismo svizzero legato alla NATO e a Israele e che vogliono piuttosto rendersi utili alla collettività in ambiti agricoli, sociali e civili. Il Comitato Centrale condanna in particolare quella destra che vuole ostacolare i tanti coscritti che, sviluppando un conflitto di coscienza in caserma, vorrebbero passare al servizio civile sostitutivo. Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e la Federazione Svizzera del Servizio Civile (CIVIVA) hanno già minacciato il referendum: si tratta di una decisione necessaria che anche il Partito Comunista sosterrà in caso il Consiglio Nazionale si adegui alla camera alta.

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