E’ convinzione del Partito Comunista che occorra rilanciare le zone industriali dismesse presenti in Ticino. Le modalità di intervento previste dal governo rischiano di essere però inappropriate, poiché basate sulla semplice erogazione di sussidi.

Questo modo di fare da un lato non è sufficiente a concretizzare delle ipotesi di rivalorizzazione effettiva di tali strutture, e dall’altro lascia troppa libertà a progetti speculativi che impoverirebbero ulteriormente il territorio senza dare alcuna prospettiva di sviluppo economico e sociale alle zone periferiche.

L’esempio del Canton Ginevra mostra però una via alternativa e applicabile anche alla realtà del Canton Ticino: lo Stato dovrebbe aver diritto di procedere all’esproprio dei terreni e degli edifici inutilizzati per più di 5 anni.

La gestione pubblica di questo patrimonio immobiliare permetterebbe allo Stato di agire in prima persona come promotore di un rilancio industriale, attirando imprese ad alto valore aggiunto e costruendo delle zone produttive innovative.

E’ esattamente l’auspicio del Partito Comunista, che ha quindi dato mandato ai suoi due deputati in Gran Consiglio, Massimiliano Ay e Lea Ferrari, di depositare la mozione allegata.


Edifici industriali dismessi: non bastano i sussidi, lo Stato agisca in prima persona!

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