Grazie Kering! Per aver soppresso 400 posti di lavoro, per l’ecomostro di Sant’Antonino, generatore di traffico e inquinamento. Per aver celato i soldi del fisco italiano attraverso «una stabile organizzazione occulta» costituita dalla società svizzera Lgi/Luxury Goods International.

Il Partito Comunista è fortemente critico sulla direzione data dal DFE al nostro Cantone. La Fashion Valley è fumo negli occhi della popolazione ticinese: non genera né lavoro né benessere e men che meno progresso.

Siamo in balia di una cricca di neoliberisti, basti il nome di Marina Masoni, che già hanno fatto degli sgravi fiscali il loro brand. Nella seduta odierna i deputati Massimiliano Ay e Lea Ferrari (Partito Comunista) hanno chiesto chiarezza al Ministro Vitta sul caso Kering, che sembra purtroppo essere solo la punta di un iceberg in pieno scioglimento e alla deriva nel mare dei capannoni, del precariato e della sudditanza al capitale finanziario internazionale.

La sterzata da questa corsa contro il vuoto non sarà facile e richiederà un profondo ripensamento delle politiche economiche delle scorse legislature. Da subito invece il Ministro Vitta – già sindaco di Sant’Antonino che in questa carica accolse sul sedime della vecchia fabbrica di tabacchi il capannone di Gucci (il marchio più importante del gruppo Kering) pure, da nostre informazioni, con un regalo fiscale di benvenuto – potrebbe rivendicare la donazione dell’infrastruttura logistica al Cantone, che potrebbe farne un uso proprio e metterla a disposizione di associazioni e progetti innovati locali. Sarebbe il minimo per risarcire i danni lasciati da Kering sul territorio.

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