Il 12 giugno 2017 nell’ambito della risposta all’interrogazione “Tassa sul sacco: sì, ma non alle calende greche!” il Consiglio di Stato affermava che “…sulla base dell’art. 28 cpv. 1 LALPAmb il Consiglio di Stato ha fissato ai Comuni un termine che scade il 30 giugno 2019 per il conseguente adattamento dei regolamenti comunali”. E aggiungeva che le “nuove norme sono sufficientemente dettagliate ed esaustive”

Prendiamo atto a quasi due anni di distanza, che vi è ancora molto da fare: vi sono Comuni che non hanno ancora adeguato i loro regolamenti dopo l’introduzione della tassa sul sacco cantonale nonostante un termine prestabilito e ve ne sono altri che hanno redatto e approvato testi non conformi alle indicazioni espresse dall’Ufficio federale dell’Ambiente soprattutto per quanto riguarda i principi di causalità, equivalenza e di parità di trattamento.

Riscontriamo ad esempio che tra i Comuni ticinesi non esiste alcuna conformità nello stabilire la tassa base e che in molti casi la sua definizione lede il principio di parità di trattamento: ci pare assurdo che in alcuni Comuni le famiglie monoparentali paghino la stessa tassa base di grandi aziende, così come in altri Comuni i piccoli artigiani si vedono costretti a pagare in modo sproporzionato rispetto ad altri soggetti pur non potendo usufruire di maggiori prestazioni.

Ci stiamo ora avvicinando alla data limite del 30 giugno, posta dal Consiglio di Stato per adeguare i regolamenti comunali sui rifiuti, con ancora vari Comuni non in regola. Da qui la necessità di questa seconda interrogazione.

Chiediamo pertanto:

1. Quanti sono finora i Comuni che hanno elaborato un regolamento conforme alle disposizioni? Quanti sono ancora in corso di approvazione dai rispettivi legislativi?

2. I Comuni sono stati informati che il regolamento deve essere sottoposto, oltre che alla SEL, anche a “Mister Prezzi”?

3. Quanti e quali sono i Comuni che presumibilmente non manterranno il termine fissato del 30 giugno? Quali sono i provvedimenti che saranno adottati nei loro confronti?

4. Come si spiegano le discriminazioni esistenti nella formulazione della tassa base presenti nei Regolamenti dei Comuni ticinesi, anche di quelli già sottoposti alla ratifica della SEL?

Massimiliano AyLea Ferrari, deputati per il Partito Comunista

CONDIVIDI