La sezione del Locarnese del Partito Comunista (PC) ha appreso con preoccupazione, ma purtroppo senza stupore, della paventata chiusura dell’Ufficio postale di Orselina. Quello che un tempo era un servizio pubblico garantito alla popolazione, oggi viene sempre più ridotto, penalizzando gli abitanti delle regioni periferiche e peggiorando le condizioni di lavoro di tutti gli impiegati presso La Posta. Ci opponiamo fermamente a questa scelte efficientiste, di stampo neoliberista, diffuse nell’ambito del (fu) servizio pubblico.

Salutiamo con favore la scelta di lanciare una petizione atta a sollecitare il Municipio «ad opporsi con tutte le sue forze a tale decisione, inoltrando ricorso alla PostCom» da parte di tutti i gruppi consiliari del comune locarnese. Come Partito Comunista diamo quindi il nostro sostegno ai cittadini che hanno intrapreso questa giusta battaglia per la difesa del servizio pubblico, e cercheremo di fornire un contributo alla raccolta firme.

Riteniamo però importante che non siano solo i comitati di cittadini e gli esecutivi comunali ad attivarsi per fermare l’emorragia intrapresa con la lista di «soppressione», entro il 2020, elaborata dal Gigante giallo! Ricordiamo che la proposta di una ri-nazionalizzazione della posta, ripristinandola in quanto regia federale, è prerogativa del programma del Partito Comunista, che ha portato il tema nello spazio politico del Canton Ticino: sia sul territorio, con la campagna lanciata lo scorso 1 maggio a Locarno dal titolo “Ri-nazionalizziamo la posta”, sia depositando un’iniziativa cantonale indirizzata alle Camere Federali proprio dal deputato del Partito Comunista in Gran Consiglio Massimiliano Ay.

Ripristinare la regia federale della Posta!

 

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