Dopo che l’estrema sinistra trotzkista rappresentata da MPS ha rotto l’alleanza con il Partito Comunista, abbiamo proposto un’intesa elettorale al Partito Socialista che unisse PS e PC in una unica lista di sinistra almeno al Consiglio di Stato, ritenendo la fase storica preoccupante per l’avanzare delle destre e la frammentazione del fronte progressista.

Eppure, dopo lunghe trattative (perlomeno caotiche) coi vertici socialisti, che hanno in più occasioni escluso i comunisti dalla lista al governo e che non hanno saputo poi offrire prospettive concrete nemmeno per un accordo sul parlamento (seppure sbandierato propagandisticamente durante il loro Congresso di Arbedo), prendiamo atto che il PS è sicuro di poter vincere da solo, ritenendo superflua un’alleanza con il PC. 

Ce ne rammarichiamo sinceramente perché dimostra la poca maturità della sinistra ticinese di compattarsi per fronteggiare gli attacchi pesanti della destra padronale. Il Partito Comunista – fin da quando si chiamava Partito del Lavoro – ha sempre avuto e mantenuto un atteggiamento unitario a sinistra e responsabile nei confronti del Paese, ma certamente non è disposto a rinunciare in modo umiliante alla propria identità e alla propria indipendenza programmatica. 

Per queste ragioni alle elezioni cantonali di aprile il Partito Comunista, nel solco della tradizione del Partito del Lavoro di Pietro Monetti, Guido Cavagna e Virgilio Gilardoni, si presenterà con una propria lista sia al Consiglio di Stato sia al Gran Consiglio, che possa tenere alta la voce di un’opposizione seria e costruttiva nel dibattito politico del Paese.

Tali liste saranno aperte però anche a quegli indipendenti che, pur non essendo membri del Partito, ne condividessero i valori generali, il duro lavoro svolto nel parlamento cantonale (61 atti parlamentari) e le proposte programmatiche discusse nella Conferenza Cantonale del 28 settembre scorso.

Una conferenza stampa seguirà nelle prime settimane del 2019 in cui presenteremo i nostri candidati e le nostre priorità politiche. Per quanto riguarda il Consiglio di Stato possiamo anticipare che sicuramente il nostro deputato uscente Massimiliano Ay sarà nuovamente a disposizione per traghettare la lista e sarà accompagnato da altri quattro candidati che risponderanno a due caratteristiche: non solo saranno giovani con meno di 30 anni d’età, ma tutti – e sottolineiamo tutti – avranno un’esperienza politica e istituzionale alle spalle, proprio perché secondo i comunisti la candidatura al governo è una cosa seria e non si può improvvisare solo con gli slogan.

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