Una decina tra sindacati (USS, Unia, VPOD) e organizzazioni della sinistra (Forum Alternativo, MPS, PC, POP, PS, Scintilla, Verdi) organizzano questo sabato a Bellinzona, con partenza da Largo Elvezia alle ore 16.00, una manifestazione di protesta contro il continuo aumento dei premi di cassa malati che, per la maggior parte della popolazione, significa una perdita netta del reddito disponibile.

Dall’entrata in vigore della LAMal i premi sono aumentati all’incirca del 150%, cioè circa il doppio rispetto all’aumento, nello stesso periodo, dei cosiddetti costi della salute. Già questa discrepanza segnala una grossa debolezza della LAMal, che sin dall’inizio è stata strutturata basandosi sull’ideologia della concorrenza e del libero mercato, principi che nel settore della salute hanno sempre e solo creato problemi e aumento dei costi, come chiaramente dimostra l’esperienza di tutti i paesi dove questi principi sono stati adottati. Se si considera poi che durante lo stesso periodo di tempo i salari sono sostanzialmente rimasti invariati, è evidente che per la maggior parte della popolazione i premi di cassa malati sono ormai diventati un peso economicamente insopportabile.

Questo capita anche perché i premi per l’assicurazione di base sono uguali per tutti: miliardario o impiegato. Nella maggior parte dei paesi europei i costi della salute sono invece coperti con prelievi proporzionali al reddito e alla sostanza: da noi invece i ricchi pagano in proporzione molto meno di chi ha redditi bassi: i premi di cassa malati non incidono in nessun modo sul loro livello di vita. Per le famiglie di redditi medio bassi i premi di cassa malati possono incidere fino ad un terzo del reddito famigliare.

La situazione negli ultimi anni è ancora peggiorata, in quanto i sussidi cantonali per le fasce meno abbienti della popolazione sono costantemente diminuiti. È ora quindi di dire finalmente basta: ed è per questo che le organizzazioni che invitano la popolazione a manifestare hanno preparato un manifesto, nel quale vengono presentate una serie di rivendicazioni immediate. Tra queste le principali sono: moratoria immediata sull’aumento dei premi di cassa malati, creazione di una cassa malati unica finanziata con premi proporzionali al reddito e alla sostanza, aumento dei sussidi per la copertura dei premi (utilizzando i 130 milioni che il cantone ogni anno regala alle cliniche private), controllo dei costi dei farmaci, che rappresentano una voce sempre più importante nella spesa sanitaria, a fronte dei guadagni miliardari delle multinazionali farmaceutiche.

La protesta è tanto più necessaria in quanto le ultime iniziative politiche indicano chiaramente che ormai non c’è più limite al peggio. Così l’UDC propone un taglio drastico alle prestazioni rimborsate dalle casse malati, i liberali vogliono imporci franchigie stratosferiche e trasferire i malati all’estero (con perdite di posti di lavoro in Ticino), mentre nessuno ha capito come si possa realizzare, senza favorire ancora una volta le casse malati, l’iniziativa popolare lanciata recentemente dal PPD sul piano nazionale.

Questi partiti hanno qualcosa in comune: tutti i presidenti dei consigli di amministrazione e i CEO delle casse malati, i cui salari sfiorano ormai il milione all’anno, gravitano nella loro area politica. È quindi illusorio sperare che un miglioramento possa venire dai gremi parlamentari: una ragione di più per protestare ad alta voce!


Il PLR difende le casse malati private e chiede che i pazienti paghino di più le cure mediche!

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