Voli in elicottero per le mogli degli ufficiali, alberghi a Crans Montana, partite a golf, pranzi di Natale, alta gastronomia con superalcolici e sigari, ecc. Il tutto a spese del contribuente. 

Dopo le reclute malmenate e gli obiettori di coscienza discriminati in caserma, l’esercito ha un’altra gatta da pelare. Per fortuna come il Partito Comunista denuncia da anni si inizia a scoperchiare il vaso di pandora su una delle istituzioni più problematiche del capitalismo svizzero.

Al di là dello spreco di risorse pubbliche tipiche dell’esercito e di cui tutti coloro che non hanno paraocchi ideologici sanno, quello che più ci indigna è il fatto che il Dipartimento federale della difesa abbia tentato di impedire la trasmissione delle informazioni: tipica dimostrazione di arroganza della casta militarista che pensa che le mostrine diano poteri assoluti, e in generale della poca trasparenza che esiste nell’esercito. E ciò con buona pace del mito della “milizia” e del presunto “esercito di popolo”: fandonie utili solo per la propaganda! 

E’ poi evidente che con il peggioramento delle selezione dei quadri dell’esercito, l’avanzamento precoce dei graduati, l’interesse esclusivamente finanziario che i giovani hanno nell’avanzare di grado e la bassa formazione culturale, la corruzione morale dei vertici (che facilmente può poi eventualmente trasformarsi in corruzione di altro tipo) trova un humus fertile.

Onestamente però non sono queste le spese che ci interessano: si tratta quasi di quisquilie rispetto a quanto spreca in maniera del tutto legale, ufficiale e regolare l’esercito durante l’anno: sono circa 5 miliardi effettivi e si arriva addirittura al doppio se calcoliamo annessi e connessi. Sappiamo ad esempio che, con o senza le mogli degli ufficiali da scorrazzare, comunque i piloti dei Super Puma devono decollare a vuoto (sprecando 10mila franchi all’ora) per raggiungere le ore minime di volo annue cui sono tenuti. La riflessione andrebbe quindi fatta su altri aspetti. 

Sono i risparmi strutturali che ci interessano, non i maquillage per risparmiare qualche migliaio di franchi di tanto in tanto. Tenere in piedi una struttura sovradimensionata (se paragonata in proporzione ad altri paesi a noi vicini) con un parco macchine, elicotteri, armi e munizioni (che vanno sparate per forza), ecc. da attivare in continuazione con scuole reclute, corsi di ripetizione, scuole quadri, ecc. …anche se si risparmierà sulle cene di gala non cambierà un granché. 

E che dire dei nuovi programmi su cui l’esercito, le banche e l’industria privata stanno lavorando in Svizzera, senza che i media ne parlino, per incentivare i giovani ad arruolarsi? Gli esperti di marketing, gli psicologi che stanno lavorando a questi progetti di indottrinamento quanto costano? 

L’unica soluzione è finirla con la coscrizione obbligatoria e, a quel punto, stabiliti degli effettivi ridotti, iniziare una riforma vera della sicurezza nazionale.

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