Stando a testimonianze da noi raccolte da parte di pazienti e di personale infermieristico presso la Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio la situazione della struttura sanitaria necessita di essere meglio chiarita, al di là delle informazioni preoccupanti circa lo spaccio di sostanze stupefacenti uscite sui media (link).

Pongo quindi le seguenti domande:

1) Siamo in grado di affermare sulla base dell’esperienza di un paziente che, su una degenza di 11 giorni, ammissione a parte, fino al 9° giorno non gli è stato possibile consultare alcun medico, ma unicamente infermieri. Si tratta di una situazione normale e accettabile? Il personale medico presente nella struttura è sufficiente per le esigenze dei vari reparti.

2) E’ vero che negli ultimi tempi una parte dei medici si sta spostando nel settore privato determinando così ricadute negative sulla qualità delle cure offerte nella Clinica?

3) E’ vero che in alcuni casi gli infermieri fanno 5 turni notturni consecutivi? E’ ovvio che a risentirne è la loro qualità di vita e di lavoro. Comparato ad altre strutture in cui il massimo è di 3 turni notturni consecutivi, chiediamo se il Consiglio di Stato non ritiene di dover intervenire?

4) Oltre a quanto uscito sui media di recente, anche stando alle nostre informazioni nella Clinica si può facilmente reperire della droga nei bagni delle varie stanze interne alla struttura sanitaria. Non sarebbe opportuno effettuare dei controlli maggiori onde evitare che esterni introducano sostanze stupefacenti nella struttura?

5) Siamo venuti a conoscenza di un ricorso di un paziente per evitare di essere rimandato a casa in una situazione delicata che avrebbe avuto ripercussioni sulla propria salute. E’ valido il sospetto di un problema di sovraffollamento della Clinica? Il Consiglio di Stato può assicurare che nessun paziente venga dimesso anzitempo per motivi di spazio?

Massimiliano Ay, deputato del Partito Comunista

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