Il parlamento svizzero sembra volersi piegare a un pugno di lobbisti dell’industria degli armamenti che, a sua volta, aveva già convinto il governo federale. Dopo la preposta commissione del Consiglio Nazionale, infatti ora anche quella del Consiglio degli Stati sostiene la proposta del Consiglio Federale di allentare le restrizioni nell’ambito dell’esportazione di armamenti.

Dopo aver sciaguratamente rinnovato la cooperazione militare con la NATO (l’alleanza atlantica impegnata in operazioni offensive di guerra e in provocazioni ai danni dei paesi dell’area euroasiatica) ora i deputati borghesi e di destra che rappresentano solo i propri interessi economici e che sono per questo pronti a umiliare la neutralità e gli stessi interessi nazionali della Confederazione, danno il via libera all’esportazione di armi verso paesi in guerra. 

L’allentamento delle restrizioni in quest’ambito avrà conseguenze gravi. Già oggi il regime tirannico dell’Arabia Saudita che sta compiendo massacri nello Yemen può ottenere senza problemi armamenti svizzeri. Il recente caso delle granate svizzere finite nelle mani di gruppi terroristici che stanno assassinando civili in Siria potrà di fatto diventare la regola. A Palazzo Federale sta insomma emergendo una linea politica estremista, che non pone limiti a una cultura letteralmente guerrafondaia, che dovrebbe mettere in imbarazzo chiunque abbia sentimenti democratici e abbia a cuore la nostra neutralità. 

Siamo di fronte peraltro a una mossa deleteria per la nostra stessa sicurezza nazionale: a dipendenza del “cliente” con cui la Svizzera farà affari vendendo strumenti di repressione e di morte, si scatenerà il malcontento di alcune organizzazioni estere – alcune anche armate – che dispongono di basi tollerate nel nostro Paese. Inoltre questa mossa rende la Confederazione complice delle instabilità che si produrranno in Stati terzi con conseguenti aumenti dei flussi migratori che scapperanno da scenari di guerra e oppressione. Per i profitti di pochi industriali, insomma, ci perdiamo tutti!

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