Lea Ferrari: “Sì alla sovranità alimentare il prossimo 23 settembre”

Dichiarazione della compagna Lea Ferrari, coordinatrice della campagna in Ticino

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Un piatto ricco di salute, lavoro e sviluppo locale. Questo è il piatto che vuole servire l’iniziativa per la sovranità alimentare alla popolazione svizzera.
La sovranità alimentare è il diritto dei popoli a poter decidere il proprio sistema alimentare e produttivo.

La modifica auspicata dal Sì il prossimo 23 settembre è costituzionale, si tratta quindi di un principio che guiderà le future decisione della Confederazione in campo agricolo, di salute pubblica e di sviluppo locale.

Nel concreto appellandosi alla sovranità alimentare potranno essere sostenuti progetti nelle regioni periferiche come caseifici alpini, dove gli allevatori possono vendere il loro latte ad un prezzo giusto e vengono prodotti yogurt e formaggi da latte crudo senza insilati di alta qualità.

Da subito si farà un passo avanti importante contro lo spreco: quest’anno gli orticoltori ticinesi hanno avuto un raccolto straordinario di zucchine, rimaste però invendute, se fosse stata applicata la sovranità alimentare, la produzione ticinesi avrebbe subìto meno concorrenza dall’estera, avrebbero potuto entrare più facilmente nelle mense pubbliche e non sarebbero state sprecate, con gravi ricadute economiche per i produttori.

Con il presupposto dato dalla sovranità alimentare la decentralizzazione dei centri di ricerca Agroscope è fondamentale per la valorizzazione di ogni regione svizzera, mantenendo la sede in Ticino.
A livello svizzero la sovranità alimentare agirà da freno alla politica agricola 2022+, che sta portando la produzione lattiera svizzera ai prezzi europei, estremamente bassi, e ai deleteri accordi con il Mercosur, che prevedono un aumento delle importazioni di carne dal Sud America.

In generale la sovranità alimentare tutela la salute dei consumatori, con più prodotti di migliore qualità in commercio e con la promozione dei comportamenti alimentari corretti, tutela l’ambiente con pratiche sostenibili, meno trasporti inquinanti e meno spreco di risorse, tutela il produttore assicurando lo smercio e il prezzo della produzione.

L’iniziativa per la sovranità alimentare è stata promossa da Uniterre ed è sostenuta da: ConProBio, Slow Food, Segretariato agricolo UCT, Agrifutura, Partito Comunista, POP, Verdi, Partito Socialista, GISO.

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