DIFENDERE I DIRITTI DEL PARTITO COMUNISTA POLACCO (KPP) MINACCIATO DALLE AUTORITÀ REAZIONARIE DI VARSAVIA È DIFENDERE LE LIBERTÀ DEMOCRATICHE DI TUTTI IN TUTTA EUROPA 

Nel complice silenzio dei mass media, il regime clerico-fascista di Varsavia e la sua “giustizia” agli ordini dispiegano un’impresa liberticida degna del senatore Mac Carthy e della sua sinistra caccia alle streghe. Nel nome della “difesa della democrazia” (!), l’obiettivo è mettere al bando il Partito Comunista di Polonia, infastidire il suo giornale Brzask (L’Aurora) e perseguitare i suoi attivisti e coraggiosi militanti.

La ridicola argomentazione anticomunista delle autorità polacche nasconde il loro desiderio di impedire che i lavoratori, i giovani e il popolo polacco sconfiggano il fascismo di questo paese dal partito al governo, il PIS. Perseguendo i comunisti, il PIS vuole intimidire tutti i polacchi che rifiutano lo strangolamento delle libertà democratiche, il livellamento dei guadagni sociali, la distruzione dei diritti delle donne, la persecuzione delle idee di laicismo e il libero pensiero, la proliferazione delle milizie apertamente fascista, la subalternità dell’attuale governo alla NATO come parte dei preparativi atlantici per la guerra contro il popolo russo.

L’argomentazione “antitotalitaria” delle autorità polacche è grottesca: rivendicare l’ “antitotalitarismo” per vietare una corrente di opinioni e per eliminare dal suolo polacco tutte le tracce lasciate dalla Repubblica popolare polacca e dal movimento operaio antifascista, dunque ridurre e distruggere il pluralismo politico in Polonia significa chiaramente dimostrare che il riferimento all “antitotalitarismo” è solo una maschera: quella dell’odio di classe dei privilegiati contro tutti coloro che contestano gli immensi danni sociali relativi al ripristino dello sfruttamento capitalista sul suolo polacco.

Lungi dal condannare questi atti liberticidi in nome dei “valori umanisti” di cui si vanta, l’Unione Europea chiude un occhio; incoraggia persino queste persecuzioni anticomuniste praticando un’odiosa amalgama tra fascismo e comunismo, tra la Germania nazista, che distrusse la Polonia e sterminò milioni di ebrei sul suo suolo, e l’Unione Sovietica che perse 27 milioni di suoi cittadini per schiacciare Hitler. Invece, l’UE e la maggior parte delle capitali europee, molte delle quali applicano severe misure liberticide, antisindacali, e antisociali, mostrano una rara compiacenza nei confronti dei nostalgici di Hitler e Mussolini che già infestano molti governi europei.

Consapevole che in qualsiasi circostanza, l’anti-comunismo di Stato non ha prodotto altro che fascismo politico, regressione sociale, soffocamento dei popoli e indebolimento della pace mondiale, i firmatari di questo appello, democratici di ogni sensibilità, esortano la Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

  • di condannare forte e chiaro il comportamento liberticida e discriminatorio delle autorità polacche,
  • di esigere la piena libertà di organizzazione ed espressione per il PC di Polonia, per la sua stampa e per i suoi attivisti,
  • di condannare il negazionismo storico che infuria in Polonia esigendo il pieno rispetto della memoria operaia e antifascista in Polonia
  • di ricordare all’UE che si è impegnata a sostenere la libera espressione politica di tutti i cittadini e delle persone residenti all’interno dei suoi confini.

 

Elenco dei primi firmatari in Francia:

  • Leon Landini, ex-ufficiale FTP-MOI, Medaglia della Resistenza, Grande Mutilata di guerra, ufficiale della Legion d’onore (92), presidente dell’Amicale Carmagnole-Liberté (FTP-MOI)
  • Pierre Pranchere, già deputato nazionale, combattente volontario della resistenza, presidente della commissione internazionale del PRCF
  • René Barchi, storico del distaccamento femminile “Rodina” (che ha combattuto tra l’altro a fianco del polacco FTP-MOI nell’est della Francia)
  • Francis Combes, poeta
  • Annie Lacroix-Riz, professoressa di storia contemporanea all’Università di Parigi VII
  • Benoît Foucambert, insegnante, sindacalista
  • Danielle Gautier, sindacalista della metallurgia
  • Jo Hernandez, ex-segretario generale della CGT Tarn
  • Sylvie Guduk, attivista del PRCF
  • Aymeric Monville, editore, filosofo
  • Gilbert Rodriguez, attivista sindacale (FSC, CGT)
  • Wendy Johnson, traduttrice
  • Georges Hallermayer, giornalista
  • Odile Hage, consigliere municipale di Douai
  • Daniel Antonini, PRCF, ex dirigente della Federazione mondiale della gioventù democratica (WFDY)
  • Christian Mileschi, professore universitario, Paris-Nanterre
  • Antoine Manessis, responsabile della commissione internazionale del PRCF
  • Jérémie Ozog, professore, membro del PCF
  • Bruno Drweski, Senior Lecturer, Membro del Consiglio Nazionale dell’ARAC
  • Jacqueline Lavy, attivista sindacale
  • Jany Sanfelieu, PRCF, figlia di un combattente repubblicano spagnolo antifascista
  • Romain Telliez, storico, Università Paris-Sorbonne
  • Christophe Pouzat, neurobiologo
  • Jean-Loup Izambart, giornalista investigativo indipendente, scrittore
  • Patrice Hemet, portavoce del Movimento per il socialismo del XXI secolo
  • Anna Persichini, pensionato, sindacalista della metallurgia
  • Sylvain Crovisier, matematico
  • Noëlle Barth, attivista sindacale
  • Dominique Buisset, poeta, traduttore
  • Louis Bembenek, minatore pensionato, militante del PCF

Fuori dalla Francia:

  • Joe Kaye, attivista, scrittore, New York, USA
  • Barbara Flamand, scrittrice, Bruxelles, Belgio
  • Quim Boix, segretario generale dell’Unione sindacale internazionale dei pensionati della Federazione mondiale dei sindacati
  • Anita Leocadia Prestes, professoressa universitaria (UFRJ), Brasile
  • Carmelo Antonio Suarez, Segretario generale del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
  • Julio Diaz, Segretario organizzativo del PCPE
  • Victor Manuel LucasSegretario delle Relazioni Internazionali del PCPE
  • Massimiliano Ay, deputato al Parlemento del Canton Ticino (Svizzera) et segretario politico del Partito Comunista (Svizzera)
  • Edoardo Cappelletti, giurista, participante al Comitato Giuridico della Federazione Sindacale Mondiale et membro della Direzione del Partito Comunista (Svizzera)
  • Zeno Casella, coordinatore du Sindacato SISA Svizzera e consigliere comunale del Partito Comunista a Capriasca (Svizzera)
  • João Ferreira, deputato europeo del Partito Comunista Portoghese
  • João Pimenta Lopes, deputato europeo del Partito Comunista Portoghese
  • Miguel Viegas, deputato europeo del Partito Comunista Portoghese
  • Alessio Arena, segretario centrale di Fronte Popolare (Italia)
  • Selena Di Francescantonio, segreteria centrale di Fronte Popolare (Italia)
  • Francesco Delledonne, segreteria centrale di Fronte Popolare (Italia)
  • Guido Salza, segreteria centrale di Fronte Popolare (Italia)
  • Davide Boffi, segreteria centrale di Fronte Popolare (Italia)
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