Il Partito Comunista, nell’ambito del comitato unitario coordinato dal sindacato UNIA, ha dato un importante contributo militante alla campagna contro la riforma fiscale. Siamo soddisfatti di aver contribuito anche noi, assieme alla sinistra unita, a portare alle urne questa iniqua riforma che prevede regali fiscali ai ricchi causando pesanti buchi nelle casse pubbliche.

Purtroppo la maggioranza dei nostri concittadini si è lasciata convincere dalla presunta contropartita, cioè quella riforma cosiddetta sociale su cui la destra ha costruito un ignobile ricatto: o accettate i regali ai ricchi oppure vi togliamo anche l’elemosina! Un modo di fare che deploriamo ma che dimostra una cosa: vi è una tale emergenza sociale nel nostro Paese che i cittadini sono pronti a ogni compromesso, anche al ribasso, pur di risolverla.

Ci spiace che parte del fronte sindacale e progressista abbia preferito giocare al ribasso, con un compromesso vantaggioso ai ricchi e al padronato e svantaggioso per la stragrande maggioranza della popolazione.

Ora bisogna agire su due fronti. Anzitutto sostenere l’iniziativa parlamentare che depositeremo a breve in Gran Consiglio contro la delocalizzazione delle aziende che ricevono agevolazioni fiscali: ci mancherebbe che chi ne approfitta degli sgravi poi scappi all’estero! E in secondo luogo bisogna che governo e sindacati controllino le start-up che saranno di fatti defiscalizzate per sincerarsi che dietro ad esse non vi siano grandi aziende che faranno le furbe per pagare meno tasse.

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