Care colleghe, cari colleghi, presidente, sindaco, municipali,

ho analizzato attentamente il messaggio municipale, non solo perché attorno al tema della previdenza professionale si sono susseguite tutta una serie di battaglie di cui la parte politica in cui mi riconosco si è fatta promotrice, ma anche e soprattutto perché questo messaggio ci impone di riflettere su quale tipo di sistema previdenziale vogliamo basare il futuro dei dipendenti del nuovo Comune ed ha un impatto concreto, di lungo periodo, sulla vita di centinaia di dipendenti comunali e delle loro rispettive famiglie.

Analizzando il messaggio municipale ho dovuto fare una sintesi fra quello che, da una parte, è un progetto che cozza con quelli che sono i miei principi; sono infatti di principio contrario a un sistema previdenziale basato su casse pensioni private che fanno profitti sul diritto alla pensione, speculando – il più delle volte – in borsa anche su attività spesso molto criticabili (energia nucleare, ecc…). Sono inoltre molto critico sul passaggio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi, il quale rappresenta per me un passo indietro notevole per il nostro Stato sociale.

Dall’altra parte si può però comprendere la situazione oggettivamente difficile in cui il Municipio si è trovato a operare, come la situazione d’instabilità finanziaria della CPE Cooperativa energia, e tutta una serie di altre contingenze che hanno portato il Municipio a proporre con urgenza delle decisioni anche scomode, che avranno un impatto, anche peggiorativo, sul futuro a medio-lungo termine di una parte consistente dei dipendenti comunali.

Mi dispiace che inaspettatamente sia stata tolta la competenza di analisi preliminare del Messaggio alla Commissione della Legislazione – di cui faccio parte – perché avrei voluto approfondire maggiormente le motivazioni che hanno portato il Municipio a scartare la possibilità di creare una propria cassa pensioni comunale, come peraltro esiste anche in altre realtà comunali. Poteva forse essere invece, a mio avviso, il momento giusto per fare questo coraggioso quanto certamente impegnativo passo.

Inoltre e soprattutto, anche aver escluso la possibilità di un periodo di transizione – dilatato su più anni – per la migrazione dei dipendenti affiliati all’Istituto di previdenza del Cantone verso la nuova cassa pensione, non mi convince appieno. Considerare un periodo di transizione da una cassa all’altra sarebbe stato probabilmente anche più economico per la città.

Ciononostante, e detto questo, è con pragmatismo e realismo che mi sono voluto chinare sul messaggio per trarne delle conclusioni.

Mi sono voluto concentrare sui dati di fatto, indiscutibili, e meno sulle opinioni. Uno di questi dati di fatto è che il passaggio proposto dal Municipio di tutti i dipendenti alla CPE-Fondazione di previdenza energia comporta per alcuni assicurati una diminuzione delle prestazioni in caso di pre-pensionamento, nonostante le misure di accompagnamento proposte dal Municipio, che considero positive, tutt’altro che scontate, ma non sufficienti.
Il Messaggio Municipale è chiaro su questo: se per gli assicurati dai 60 ai 65 anni, le misure di accompagnamento permettono di garantire il 100% delle prestazioni attualmente previste; non è invece il caso per una consistente fascia di lavoratori – si parla di più di 200 dipendenti comunali – di età compresa tra i 50 e i 59 anni, che, nonostante le misure di accompagnamento presenti nel Messaggio, avrà delle riduzioni di prestazioni rispetto alla situazione precedente in caso decidessero di andare in pensionamento anticipato, diritto quest’ultimo contemplato anche dal nuovo piano assicurativo della CPE-Fondazione di previdenza energia a partire dai 58 anni.

Sulla base di questo dato di fatto, ritengo dunque che si possa fare qualcosa in più per una fascia di lavoratori che, in buona parte, ha fornito per tanti anni un servizio di qualità alla comunità del bellinzonese e lo sta facendo ancora oggi all’interno del progetto della nuova città.

Per questa ragione, propongo un emendamento che non mette in discussione la proposta municipale in sé – quindi si tratta di un emendamento che può essere tranquillamente accolto anche da chi condivide appieno la proposta municipale – ma che, riprendendo le misure d’accompagnamento previste dal Municipio, chiede che queste siano aumentate di altri 3 milioni allo scopo di attutire gli effetti peggiorativi sui dipendenti.

Non ritengo infatti che il prepensionamento sia un privilegio, ma piuttosto un diritto per i salariati: più che ai pensionandi esso è utile anche ai giovani disoccupati: “lavorare meno per lavorare tutti”, non dovrebbe rimanere infatti solo uno slogan!
Per evitare del tutto le riduzioni di prestazione di tutti i dipendenti di questa fascia – per capirci nel caso in cui tutti questi dipendenti decidessero di andare in pre-pensionamento – sarebbero serviti, non i 3 milioni che chiedo in questo emendamento, ma bensì altri 12 milioni in più. Tenendo in considerazione le statistiche di prepensionamento nell’amministrazione pubblica, ritengo che gli ulteriori 3 milioni richiesti dall’emendamento siano un buon compromesso e anche uno sforzo finanziariamente sostenibile per il nuovo Comune, soprattutto se messo in relazione a quella che si prospetta essere una probabile approvazione da parte di questo consesso della trasformazione giuridica dell’AMB in Ente Autonomo, che libererà 50 milioni e di cui, una minima parte, 3 milioni, potrebbero essere utilizzati per attenuare gli effetti peggiorativi sui dipendenti comunali previsti da questo Messaggio.

In conclusione, nello specifico, l’emendamento propone di modificare il punto 9 del dispositivo in questo modo:

9. “Al Municipio è concesso un credito di CHF 10’700’000.- per finanziare le misure di accompagnamento necessarie per garantire le rendite di pensionamento degli assicurativi attivi dipendenti comunali, delle Aziende municipalizzate di Bellinzona e del Consorzio depurazione acque Bellinzonese e Riviera, alle condizioni illustrate nel presente Messaggio e ulteriori CHF 3’000’000.- per finanziare le misure di accompagnamento per le classi di età tra i 50 e i 59 anni (età al momento del passaggio al nuovo istituto di previdenza) la cui ripartizione dovrà essere discussa con il Fronte Unito dei Dipendenti. La spesa verrà addebitata annualmente nei conti di riferimento di gestione corrente.”


Emendamento_MM 39 – Nuovo Istituto di previdenza professionale della Città di Bellinzona
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